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	<title>Web Marketing Blog - Secret Key - Web Marketing e SEO Blog</title>
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	<description>Secret Key Blog: dedicato al web marketing in ogni sua forma. Trend, statistiche, analisi e case history sul mondo del web marketing.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 19 Apr 2012 12:55:08 +0000</lastBuildDate>
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		<title>L&#8217;evoluzione della link building e l&#8217;importanza dei social signals</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 07:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ferretti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[social signals]]></category>

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		<description><![CDATA[Google ha reso popolare l&#8217;argomento link building negli ultimi anni &#8217;90 e nei primi 2000. E&#8217; stata una rivoluzione in quel periodo, dovuta al fatto che per la prima volta un motore di ricerca utilizzava i link per identificare le pagine e i siti più importanti per un determinato argomento. Nonostante ciò, com&#8217;è risaputo, gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.secretkey.it/blog/wp-content/uploads/2012/04/linkbuilding.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-459" title="linkbuilding" src="http://www.secretkey.it/blog/wp-content/uploads/2012/04/linkbuilding.jpg" alt="" width="388" height="381" /></a></p>
<p>Google ha reso popolare l&#8217;argomento <strong><a href="http://www.secretkey.it/link-building.php" target="_blank">link building</a></strong> negli ultimi anni &#8217;90 e nei primi 2000. E&#8217; stata una rivoluzione in quel periodo, dovuta al fatto che per la prima volta un motore di ricerca utilizzava i link per identificare le pagine e i siti più importanti per un determinato argomento.</p>
<p>Nonostante ciò, com&#8217;è risaputo, gli spammers in breve tempo hanno compreso questo algoritmo e sono riusciti a sfruttarne le lacune, ideando un&#8217;ampia gamma di modalità poco ortodosse per generare link.</p>
<p>Prima dell&#8217;avvento di Google invece, i link non erano un fattore di ranking significativo. All&#8217;epoca, <strong>ogni link non a pagamento era unicamente basato sul merito</strong>, poiché chi linkava un altro sito o una pagina web non aveva altre ragioni o scopi per farlo. Anche l&#8217;acquisto di annunci o banner in origine erano solo basato su quanto l&#8217;inserzionista valutava il traffico generato da un determinato sito e su quanto era disposto a pagare per questo tipo di visibilità, non c&#8217;erano altri benefit.</p>
<p><span id="more-439"></span></p>
<p>In poche parole: i link erano un indicatore di qualità migliore quando il mondo non sapeva che questi fossero un fattore di posizionamento.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">Motori di ricerca vs. link building</span></h2>
<p>I motori di ricerca sono costantemente alla ricerca di indicatori aggiuntivi per fornire risultati migliori per una determinata ricerca, e per rendere più arduo il lavoro dei <strong>SEO Black Hat</strong>, i quali spesso cercano di posizionare siti di bassa qualità o scarsa utilità per gli utenti. L&#8217;incremento dell&#8217;attenzione verso i <strong>segnali social</strong> è parte di questo processo, il cui obiettivo è <strong>ridimensionare il valore dei link classici</strong> per il posizionamento organico, a favore delle interazioni, menzioni e condivisioni da parte degli utenti sui social media.</p>
<p>Tuttavia i social signals non sono così facili da interpretare e possono costituire anche una fonte di “rumore” non garantendo sempre la bontà di una determinata pagina o sito web.</p>
<p>Ad esempio <strong>Bing</strong> qualche tempo fa per determinare i risultati in serp <strong>ha provato ad utilizzare le menzioni degli utenti sui social media come dei voti</strong>, allo stesso modo in cui veniva calcolato il valore di un link, ma questa sperimentazione <strong>era troppo sbilanciata verso la quantità dei social signals a discapito della qualità e dell&#8217;autorevolezza</strong>, e non ha funzionato bene, motivo per cui Bing ha dovuto fare marcia indietro e ricalibrare il suo algoritmo.</p>
<p>Come Bing anche Google sta provando a miscelare nel suo algoritmo più fattori, fra cui i social signals, <strong>per generare serp che mostrano risultati contaminati da fattori esterni e segnali di differenti tipologie.</strong> Questa evoluzione dei fattori esterni di posizionamento a favore dei social media, dovrebbe spingere chi fa SEO a non effettuare le classiche attività di link building, ma semmai a pianificare attività sui social media che generano anche condivisioni, citazioni, mi piace, +1, retweet, e così via.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">Suggerimenti per fare link building efficace</span></h2>
<p>Il primo passo è focalizzarsi su dove si trova la propria audience (quali siti visita, quali video guarda, quali contenuti legge). <strong>I segnali utili al ranking</strong> possono essere generati sia dai vostri potenziali clienti sia da chi pubblica sul web i contenuti che gli interessano.</p>
<p>I potenziali clienti creano dei segnali in vari modi:</p>
<ol>
<li>Parlando di voi sui social media</li>
<li>Visitando il vostro sito</li>
<li>Cercando il vostro brand name</li>
<li>Facendo una ricerca su prodotti o servizi come i vostri e cliccando sui risultati che puntano al vostro sito</li>
<li>Parlando di voi sui blog e sui forum</li>
</ol>
<p>Esistono anche altri metodi oltre questi!</p>
<p>Chi pubblica contenuti che la vostra audience usa, può generare altrettanti segnali, sotto forma di link, ma quali sono i modi per incoraggiare la creazione di questo tipo di segnali?</p>
<p>Dovreste certamente <strong>concentrarvi sull&#8217;autorevolezza e cercare di diventare un punto di riferimento</strong>. Anche se non lo siete ancora, potete darvi da fare affinché il vostro nome si diffonda e ottenga visibilità presso altri utenti autorevoli, stabilendo un rapporto di fiducia con gli altri.</p>
<p>Ecco alcuni suggerimenti specifici su come fare:</p>
<p><strong>1) Gestire un blog</strong></p>
<p>Fatelo solo se siete in grado di fornire contenuti originali e di alta qualità regolarmente. E&#8217; un impegno costante. Tuttavia, non esagerate sulla quantità a discapito della qualità. Due ottimi articoli al mese funzioneranno di più di 4 articoli decenti al mese o di 10 di scarsa qualità.</p>
<p><strong>2) Pianificate una corretta presenza sui social media</strong></p>
<p>Diventate un membro della community attivo. Da notare che è meglio padroneggiare un solo social media efficacemente anziché fare un lavoro scarso o appena sufficiente su social diversi.</p>
<p><strong>3) Entrate a far parte delle community</strong></p>
<p>Se non potete gestire un blog o realizzare una campagna social media, potete comunque fare parte di diverse community. Commentate sui blog, sui forum, ai video, o su qualunque media usato dal vostro potenziale cliente. In altre parole, come ripiego dal diventare un punto di riferimento, <strong>lavorate per diventare conosciuti</strong>. Guidate le interazioni che avvengono in presenza del vostro target di clientela. Andate alle conferenze e partecipate alle discussioni. Siate le persone che fanno domande interessanti durante le session di domande e risposte con i relatori. Un&#8217;altra cosa efficace da fare è partecipare alle discussioni offline che possono essere utili per generare interazioni online.</p>
<p><strong>4) Comunicati stampa</strong></p>
<p>Pubblicate comunicati stampa di tanto in tanto, ma solo quando c&#8217;è qualcosa di degno di cui parlare sul web.</p>
<p><strong>5) Realizzate news</strong></p>
<p>Pensate a qualcosa che può fare notizia e su cui qualcuno può essere interessato a scrivere.</p>
<p><strong>6) Fate pubblicità sui siti visitati dal vostro target</strong></p>
<p>Non con lo scopo di acquistare link ma per ottenere visibilità presso il vostro target e per le persone che pubblicano contenuti visualizzati dalla vostra audience.</p>
<p><strong>7) Fate pubblicità sui motori di ricerca</strong></p>
<p>Investire in <a href="http://www.secretkey.it/campagne-pay-per-click-roma.php" target="_blank"><strong>keyword advertising</strong></a> vi consente di essere visibili in serp <strong>verso quegli utenti target che esprimono una esigenza</strong> attraverso la ricerca con parole chiave specifiche. Il <strong>display advertising</strong> invece permette di mettere in bella vista il vs. brand in tutti quei siti in cui si trattano argomenti affini con il vs. target. Insomma con la <strong>paid search</strong> si ottengono più contatti e brand awareness, quindi di conseguenza anche <strong>maggiore autorevolezza</strong>.</p>
<p><strong>8) Fate pubblicità su Facebook</strong></p>
<p>Per le stesse ragioni, ma con logiche diverse, con <strong><a href="http://www.secretkey.it/facebook-ads.php" target="_blank">facebook ads</a></strong> si può fare advertising<strong> profilando il target secondo logiche demografiche e in base agli interessi degli utenti</strong>.</p>
<p>Tutte queste attività fanno parte di una strategia la cui finalità è <strong>creare segnali di qualità in aggiunta ai link che il vostro sito attrae</strong>.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">Conclusioni</span></h2>
<p>Gli ultimi due anni ci hanno reso tutti consapevoli della crescente importanza dei social media, <strong>decretando la fine del link building classico</strong>. La nascita di <strong>Google Plus</strong> è un chiaro segnale di quanto il comportamento degli utenti sia diventato un nuovo fattore di posizionamento sui motori di ricerca. Aspettiamoci che questo trend continui, e probabilmente acceleri. Questo vuol dire che <strong>per chi fa SEO c&#8217;è bisogno di fare di più rispetto al classico link building</strong>. Insomma in un futuro non troppo lontano è lecito pensare che per posizionare il proprio sito al vertice della serp, non basterà ricevere dei backlinks da siti autorevoli e affini con il nostro, ci sarà bisogno anche di segnali social.</p>
<blockquote><p>E&#8217; come se i motori di ricerca pensassero: <strong><em>“Caspita, se i link a questo sito sono così numerosi, perché nessuno ne sta parlando online e lo sta citando?”.</em></strong></p></blockquote>
<p>Google e bing continueranno a sforzarsi in questa direzione, per capire come le persone giudicano un determinato sito web, poichè il loro obiettivo è <strong>avvicinarsi il più possibile alla valutazione umana</strong>.</p>
<p>Il processo è già in atto e occorre essere certi di adattare le proprie strategie SEO e di link building per allinearsi ai cambiamenti e non restare indietro.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Paid search: in che modo influenza il traffico su un sito web?</title>
		<link>http://www.secretkey.it/blog/paid-search/</link>
		<comments>http://www.secretkey.it/blog/paid-search/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 09:57:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ferretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[SEO/SEM]]></category>
		<category><![CDATA[keyword advertising]]></category>
		<category><![CDATA[paid search]]></category>
		<category><![CDATA[pay per click adwords]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel luglio 2011 Google ha svolto una ricerca chiamata Search Ads Pause che ha mostrato come cambia il numero di click sui risultati organici quando sono presenti gli annunci e quando le campagne a pagamento sono disattivate. La domanda è: in che modo il traffico dai risultati organici compensa la perdita degli annunci a pagamento? Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;" align="JUSTIFY"><a href="http://www.secretkey.it/blog/wp-content/uploads/2012/03/pay-per-click.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-416" title="pay-per-click" src="http://www.secretkey.it/blog/wp-content/uploads/2012/03/pay-per-click.jpg" alt="" width="533" height="403" /></a></p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Nel luglio 2011 Google ha svolto una ricerca chiamata <strong>Search Ads Pause</strong> che ha mostrato come cambia il numero di click sui risultati organici quando sono presenti gli annunci e<strong> quando le campagne a pagamento sono disattivate</strong>.</p>
<p>La domanda è:<span style="color: #ff6600;"><strong> in che modo il traffico dai risultati organici compensa la perdita degli annunci a pagamento?</strong></span></p>
<p>Per rispondere a tale quesito è stato sviluppato un modello statistico per stimare la percentuale dei click attribuibili al search advertising. Dall&#8217;analisi di alcune centinaia di questi studi, <strong>risulta che l&#8217;89% dei click sugli annunci sono incrementali</strong>, nel senso che <strong>le visite al sito dell&#8217;inserzionista non si sarebbero verificate senza le campagne a pagamento</strong>.</p>
<p>Questi click non sono quindi recuperati con un aumento corrispondente dei click organici; a questa percentuale è stato dato il nome di <strong>Incremental Ad Clicks</strong> (IAC) e sono stati considerati tre differenti scenari per comprendere quali differenze si verificano nel comportamento degli utenti.</p>
<p><span id="more-408"></span></p>
<p>I dati sono aggiornati ad agosto 2011, per un totale di 5300 casi. Nel primo scenario, in cui le campagne sono disattivate il valore medio di Incremental Ad Click è dell&#8217; 85%.</p>
<p>Nello scenario in cui la <strong>spesa per l&#8217;advertising è diminuita dall&#8217;inserzionista ma non è azzerata</strong>, è stata verificata una diminuzione media <strong>dell&#8217;80% del traffico verso i siti pubblicizzati</strong>, che quindi non è stato compensato dai click organici.</p>
<p style="text-align: center;"> <a href="http://www.secretkey.it/blog/wp-content/uploads/2012/03/Search-paid-stat-1.jpg"><img class=" wp-image-409 aligncenter" title="Search paid stat 1" src="http://www.secretkey.it/blog/wp-content/uploads/2012/03/Search-paid-stat-1-1024x428.jpg" alt="" width="614" height="257" /></a></p>
<p>Questo valore è più basso dello scenario precedente perché gli inserzionisti probabilmente hanno disattivato le parti della loro campagna che hanno considerato meno efficaci.</p>
<p>Nel caso in cui un inserzionista <strong>decida invece di investire di più sui search ads</strong>, è risultato un incremento medio del <strong>traffico incrementale del 78%</strong>. Nell&#8217;ultimo scenario invece, quello in cui gli inserzionisti non facevano campagne in precedenza e sono partiti da zero, hanno visto un aumento di traffico del 79%.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.secretkey.it/blog/wp-content/uploads/2012/03/Search-paid-stat-2.png"><img class="aligncenter  wp-image-410" title="Search paid stat 2" src="http://www.secretkey.it/blog/wp-content/uploads/2012/03/Search-paid-stat-2-1024x411.png" alt="" width="614" height="247" /></a></p>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #ff6600;">Considerazioni</span></h2>
<p style="text-align: left;">E&#8217; opinione assai diffusa che la paid search sia una strada da percorrere solo quando un sito web ha poca visibilità organica in serp, sbagliato!</p>
<p style="text-align: left;">Da tempo sosteniamo che <strong>SEO e Keyword Advertising sono attività che non si escludono a vicenda</strong>, anzi in una strategia di web marketing veramente efficace, possono coesistere e viaggiare in parallelo. Questo studio non fa altro che confermare la nostra convinzione, cioè che pur in presenza di un sito web con un ottimo posizionamento organico, grazie al <strong><a href="http://www.secretkey.it/campagne-pay-per-click-roma.php" target="_blank">pay per click di Adwords</a> possiamo ampliarne ulteriormente la visibilità</strong> nei confronti di un bacino più ampio di utenti target.</p>
<p style="text-align: left;">Le statistiche di questa ricerca in tal senso non lasciano dubbi, i click incrementali ottenuti grazie alla paid search portano tantissimi visitatori che altrimenti non sarebbero stati intercettati grazie all&#8217;organic, neanche se il nostro sito fosse posizionato sempre nelle prime posizioni della serp.</p>
<p style="text-align: left;">Fonte: <a href="https://docs.google.com/gview?url=http://www.thinkwithgoogle.com/insights/uploads/334353.pdf&amp;embedded=true&amp;pli=1" target="_blank">Think Insight With Google</a></p>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #ff6600;">Articoli correlati</span></h2>
<p>- <a title="Permanent Link to Come migliorare le campagne Pay Per Click su Adwords? 5 metriche efficaci!" href="http://www.secretkey.it/blog/come-migliorare-le-campagne-pay-per-click-adwords/" rel="bookmark">Come migliorare le campagne Pay Per Click su Adwords? 5 metriche efficaci!</a></p>
<p>- <a title="Permanent Link to Checklist per il setup ottimale degli account su Google Analytics" href="http://www.secretkey.it/blog/checklist-setup-ottimale-account-google-analytics/" rel="bookmark">Checklist per il setup ottimale degli account su Google Analytics</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>SEO border line: 33 modi per essere penalizzati da Google</title>
		<link>http://www.secretkey.it/blog/seo-penalizzazioni-google/</link>
		<comments>http://www.secretkey.it/blog/seo-penalizzazioni-google/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 07:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ferretti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[SEO/SEM]]></category>
		<category><![CDATA[penalizzazioni google]]></category>
		<category><![CDATA[penalizzazioni seo]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi frequenta forum e blog SEO è al corrente che uno degli argomenti più discussi negli ultimi anni è senza alcun dubbio quello delle penalizzazioni di Google. Un forte contributo alla diffusione di questo tema è sicuramente da imputare ai due più recenti algoritmi di scraping introdotti da big G, infatti prima Caffeine e successivamente Panda, sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.secretkey.it/blog/wp-content/uploads/2012/03/penalizzazioni-google.jpg"><img class="size-full wp-image-399 aligncenter" title="Penalizzazioni SEO su Google" src="http://www.secretkey.it/blog/wp-content/uploads/2012/03/penalizzazioni-google.jpg" alt="" width="550" height="364" /></a></p>
<p>Chi frequenta <strong>forum e blog SEO</strong> è al corrente che uno degli argomenti più discussi negli ultimi anni è senza alcun dubbio quello delle <strong>penalizzazioni di Google</strong>. Un forte contributo alla diffusione di questo tema è sicuramente da imputare ai due più recenti <strong>algoritmi di scraping</strong> introdotti da big G, infatti prima <strong>Caffeine</strong> e successivamente <strong>Panda</strong>, sono stati la causa di una vera e propria psicosi di massa, che ha generato insonnia e terrore nei confronti di webmaster e proprietari di siti di mezzo mondo, i quali tutt&#8217;ora, cercano aiuto e informazioni per determinare o evitare che i loro siti siano penalizzati da Google.</p>
<p>A tale proposito oggi vorrei cercare di fare un po&#8217; di chiarezza sull&#8217;argomento, elencando i motivi più comuni che causano appunto una vera penalizzazione, o qualcosa di simile, ma assai meno grave.</p>
<p>Spesso infatti le ragioni di una perdita di posizioni in serp o il calo di page rank,  sono da attribuire a <strong>tattiche SEO ad alto rischio dette “black hat”</strong>, mentre in altri casi una &#8220;presunta penalizzazione&#8221; può essere dovuta a <strong>banali errori di gestione di un sito web</strong>.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">Backlinks</span></h2>
<p>Gran parte del lavoro SEO è ancora focalizzato sul <strong>link building</strong>, cioè sull&#8217;ottenere link, che sono tutt&#8217;ora uno dei principali fattori di posizionamento sui motori di ricerca. Non c&#8217;è nulla di sbagliato in questo. Naturalmente però ci sono dei limiti. Esistono infatti molte <strong>insidie</strong> nel link building, che implicano grossa attenzione e precisione nel seguire le Guideline per Webmaster fornite da Google.</p>
<p><span id="more-389"></span></p>
<p><strong>1) 5000 links per 19$</strong> &#8211; le email spam che offrono centinaia di link per pochi dollari non possono essere vere. Vi dico per esperienza che aderire a queste forme di incremento links a prezzi stracciati, porta sicuramente a una penalizzazione.<br />
<strong>2) Link a pagamento su siti con Pr alto</strong> – se è possibile sfuggire ai link a pagamento in gran parte dei casi, è abbastanza semplice accorgersi quando si acquistano link sui cosiddetti siti con alto Pagerank, quelli dove la toolbar Pr indica 6 o magari anche di più. Ci sono pochi siti che hanno page rank così alto e quindi in tal senso i link a pagamento sono facili da scovare.<br />
<strong>3) Link reciproci su larga scala</strong> – lo scambio di link e i link reciproci sono naturali per alcuni scopi. Io linko i blogger che mi linkano quotidianamente. D&#8217;altra parte, un massiccio scambio di link troppo evidente può essere riconosciuto algoritmicamente, quindi sareste penalizzati prima o poi.<br />
<strong>4) Link nascosti nei template o nei contatori</strong> – attualmente molti siti con template per WordPress o Joomla ben posizionati su Google sono solo truffe SEO, che portano a link nascosti nei template per essere diffusi in rete. Se usate questi link per fare “link building”, non meravigliatevi se sarete penalizzati. Alcuni contatori di visite facevano la stessa cosa in passato.<br />
<strong>5) Profili con link artificiali e anchor text che combaciano sempre</strong> – quando ogni link al vostro sito è ottimizzato con qualcosa tipo “SEO company” sembra troppo forzato per passare inosservato da Google.<br />
<strong>6) Link in lingue non correlate</strong> – un sito in inglese che ottiene migliaia di link dalla Russia o dalla Cina fa venire molti dubbi. Gli ingegneri di Google sono abbastanza bravi da confrontare il linguaggio del vostro sito con quello dei siti che vi linkano. Nel migliore dei casi il vostro rank salirà solo in Russia e Cina. Altrimenti calerà ovunque.<br />
<strong>7) Ottenere troppi link troppo velocemente</strong> – non sempre più link ci sono e meglio è. Anche i link buoni ottenuti troppo velocemente possono portare a essere penalizzati. Google controlla la velocità dei link – cioè in quanto tempo guadagni link – e se ottieni più link di quanti ne meriti, si rischia una penalità anche se sono perfettamente legittimi.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">Outgoing link</span></h2>
<p>I link che puntano all&#8217;esterno sono cruciali per ogni sito web, in particolare per i blog. Molti webmaster hanno bloccato i link esterni per cercare di non disperdere PageRank. Gli ingegneri di Google hanno scoraggiato questa pratica e suggeriscono invece di usare i link esterni. Nonostante ciò è consigliabile linkare solo siti autorevoli e che trattano argomenti simili, altrimenti può essere rischioso usarli.</p>
<p><strong>8) Broken link</strong> – troppi link non funzionanti su una pagina causano un avviso nell&#8217;algoritmo di Google. Questo potrebbe non essere una penalità in senso stretto, ma potrebbe comportare un calo improvviso nel ranking se ci sono uno o due link non funzionanti su una pagina.<br />
<strong>9) Link ai “cattivi vicini”</strong> &#8211; ancora peggio degli errori 404 (cioè i broken link) sono i link diretti ai cosiddetti cattivi vicini. Gli spammer usano questa tecnica per ingannarvi. Molti di questi link fanno parte di un processo di declino. I siti in questione spariscono e chi acquisisce il dominio lo usa come pagina di “domain parking”.<br />
<strong>10) Troppi link esterni o nessuno</strong> – un sito web che ha più link esterni che vero e proprio contenuto può perdere la sua visibilità sui search engine. Questo potrebbe non accadere improvvisamente, ma avere effetti equivalenti. Inoltre i siti che non hanno alcun link esterno, oppure usano solo i link no follow credendo che sia una pratica SEO efficace, possono essere penalizzati integralmente.<br />
<strong>11) Link nascosti in servizi di terze parti (menu, widget e contatori)</strong> – i servizi gratuiti per i siti web spesso hanno un modello di business subdolo. Questi hanno link nascosti all&#8217;interno di quello che offrono. Può essere un menu CSS, una sidebar widget o un contatore delle visite. Ogni tanto questi link non sono solo nascosti: sono anche off-topic e autenticamente spam. Controllate e verificate il codice sorgente di quello che aggiungete ai vostri siti. Google, naturalmente, non consente link nascosti.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;">Contenuto</span></h2>
<p>Nonostante Google affermi sempre che “il contenuto è sovrano”, questo può comportare anche problemi. Se non c&#8217;è un re nel vostro regno, o il re è vestito di stracci sarà valutato negativamente dai Google robot.</p>
<p><strong>12) Contenuti duplicati</strong> – I contenuti duplicati sul vostro sito o altrove possono causare un significativo calo del ranking. Anche se Google non considera questo una penalizzazione, molti webmaster che hanno avuto questo problema lo fanno.<br />
<strong>13) Contenuti di bassa qualità</strong> – Il Panda Update di Google si focalizza sul contenuto di bassa qualità. Testi superficiali e troppo carichi di keyword su alcune pagine faranno declassare il vostro intero sito su Google.<br />
<strong>14) Contenuti copiati</strong> – il testo preso da altri siti e mostrato sul vostro è un modo sicuro per perdere ranking.<br />
<strong>15) Contenuti illeggibili</strong> &#8211; contenuto sgrammaticato può essere considerato come copiato e poi modificato in modo erroneo (cioè alcune parole sono rimpiazzate da sinonimi per ingannare Google), quindi meglio assicurarsi che un utente umano possa capire ciò che scrivete. Inoltre la formattazione del testo è cruciale. I quality rater che lavorano per Google controllano anche questo aspetto.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">Ads</span></h2>
<p>Gli analisti argomentano che Google non è un motore di ricerca, ma bensì un’azienda pubblicitaria in quanto quasi tutte le revenue di Google corporation provengono dagli annunci visualizzati nei risultati di ricerca e sui siti di terze parti. Tuttavia, la pressione su Google è cresciuta negli anni per via del problema dei siti MFA (Made for Adsense, creati per adsense), che inquinano l&#8217;index di Google. Il Google “Panda” è stato un intervento pensato proprio per arginare questo fenomeno.</p>
<p><strong>16) Troppi annunci (poco contenuto rispetto alla quantità di ads)</strong> – da quando Google “Panda” è diventato l&#8217;argomento del giorno, molti esperti hanno notato che un elevato numero di ads, soprattutto d’inserzioni Google Adsense, può causare una penalizzazione. Sono d&#8217;accordo con questa opinione.<br />
<strong>17) Siti affiliati senza valore</strong> – Google ha sempre spiegato che i siti affiliati sono ok, ma solo se offrono un valore aggiuntivo oltre a quello che propone il sito che lo linka. Siate certi di aggiungere valore o affronterete prima o poi una penalizzazione.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">Cattiva reputazione e comunicazione</span></h2>
<p>Il tema del cosiddetto “SEO outing” è stato tra i più caldi del 2011, si tratta del dichiarare apertamente di aver violato le linee guida dei search engine. Molti esperti SEO hanno spiegato su basi morali che l&#8217;outing è una pratica deprecabile. Potrebbero aver ragione, ma finora non c&#8217;è nulla che si possa fare per contrastare questa pratica. Dunque è meglio gestire la propria reputazione online e controllare periodicamente cosa fa il team SEO.</p>
<p><strong>18) NYT e WSJ</strong> – I media di alto profilo della vecchia generazione come NYT (New York Times) e WSJ (Wall Street Journal) sembrano essere scandalizzati dal SEO, quindi se sarete chiamati da un giornalista è consigliabile non vantarsi delle proprie tattiche SEO. Google, nella maggior parte dei casi, reagisce considerando questo genere di outing come cattiva pubblicità.<br />
<strong>19) Blog aziendali come SEO Book</strong> – alcuni blog aziendali sul SEO potrebbero concentrarsi sul vostro sospetto modello di business se diventate riprovevoli o troppo ostentati. Aaron Wall di SEO Book è rimasto così offeso dalle affermazioni del proprietario di Mahalo Calacanis che ha affermato “il SEO è una stronzata”, che ha attaccato il suo sito ripetutamente. Finalmente Google ha reagito, penalizzando il sito con contenuti scarsi assieme agli altri dello stesso tipo con il Panda update. Accertatevi di non diffamare le aziende SEO se non siete trasparenti al 200%.<br />
<strong>20) Fare domande nei Google Groups ufficiali</strong> – alcuni webmaster scontenti tendono a intervenire sui Google Groups e sui forum quando sono stati penalizzati. Alcuni di questi webmaster sono stati penalizzati per una buona ragione. Nel peggiore dei casi queste persone non hanno ammesso i propri errori e continuano a lamentarsi.<br />
<strong>21) I web metrics di terze parti come</strong> <a href="http://blekko.com/" target="_blank">Blekko</a>, <a href="https://www.mywot.com/" target="_blank">WOT</a>, <a href="http://www.siteadvisor.com/" target="_blank">McAfee Siteadvisor </a>– se non comparite su Blekko, ovvero siete stati bannati, e i siti come WOT e SiteAdvisor di Mcafee hanno inserito il vostro sito in una lista di siti pericolosi, magari a causa di virus o spyware presenti nel codice delle pagine, potrebbe voler dire che ci sarà una penalità da parte di Google. Google non usa i dati di questi siti ma altri mezzi per setacciare il web per gli stessi scopi.<br />
<strong>22) Prendere Google per i fondelli</strong> – non avete bisogno di un articolo del NYT, un blogger SEO o un impiegato di Google per venire penalizzati per cattiva reputazione. Mostrare pubblicamente i vostri successi ottenuti con tecniche di black hat SEO vi rende vulnerabili per aver tentato di “prendere in giro Google” e causerà una penalizzazione. I SEO specialist sono concordi nel dire che da un certo punto in poi Google non resterà indifferente e vi penalizzerà per mantenere la sua autorevolezza.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">I filtri di Google</span></h2>
<p>Alcune penalità di Google sono solo filtri applicati automaticamente. Se molte penalità possono essere manuali, alcuni filtri sono ovviamente algoritmici.</p>
<p><strong>23) Nuovo dominio (sandbox)</strong> – il cosiddetto filtro sandbox è attivo da anni, ma non è stato mai ufficialmente riconosciuto. E&#8217; applicato quando si cambia dominio o si parte con un sito e un dominio completamente nuovo. Senza un appropriato segnale che avvisa Google dello spostamento, sarà applicata questa penalità ai vecchi siti appena cambiano dominio. Usate un redirect 301 per i vecchi siti e provate a ottenere un numero significativo di link autorevoli nei primi giorni in cui è attivo il nuovo dominio per battere questo filtro.<br />
<strong>24) Tag h1 multipli</strong> – un libro ha solo un titolo. Allo stesso modo una pagina web ha solo un titolo con tag h1. Google ritiene che i tag h1 multipli siano un trucco per spammare l&#8217;index, e penalizza siti che usano tag h1 multipli. Usate h2, h3 e altri tag al suo posto.<br />
<strong>25) Keyword stuffing (“keyword density” troppo alta)</strong> – una delle più vecchie tecniche spam è detta keyword stuffing. Fino a oggi i falsi Seo specialist hanno consigliato i webmaster di avere un&#8217;alta “keyword density” sul proprio sito. Errore madornale! Siate certi di inserire le keyword che vi interessano nei testi presenti sul vs. sito web, ma fatelo in maniera naturale, dando senso a quello che scrivete, evitando quindi di infilare parole chiave in maniera forzata. E&#8217; più importante mantenere il testo leggibile rispetto a qualunque percentuale di parole chiave.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">Temi tecnici</span></h2>
<p>Non tutte le diminuzioni di traffico e i cali del ranking sono una penalizzazione; alcuni sono dovuti a stupidità o negligenza. E&#8217; importante non dimenticare mai alcuni aspetti tecnici del web development per evitare di farsi autogol.</p>
<p><strong>26) Robots.txt</strong> – il file Robots.txt non è realmente necessario per migliorare il SEO. Piuttosto può evitare altri problemi. Io ho bloccato l&#8217;indicizzazione di uno dei miei siti da parte di Google. Ho sospettato una penalizzazione e così ho voluto prima controllare i Google Webmaster Tools per trovare l&#8217;errore.<br />
<strong>27) Nofollow</strong> – Ho visto blog autorevoli esclusi dal Google index perché hanno attivato il WordPress privacy mode. Questo significa semplicemente che tutto il blog è settato con noindex e nofollow, che equivale a bloccarlo con il robots.txt<br />
<strong>28) Duplicare titoli e descrizioni</strong> – quando il vostro sito usa lo stesso titolo e descrizione per ogni pagina, oppure uno molto simile, non c&#8217;è da stupirsi se non apparirà nei risultati di ricerca. Non è nemmeno una penalità, è solo logico.<br />
<strong>29) Link in Javascript non indicizzabil</strong>i – esistono ancora siti con menù in Javascript non indicizzabili da Google. Controllate sempre se i menù usano link HTML con “&lt;a href=”&#8221;&gt;” o che almeno venga mostrato per intero l&#8217;url.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">Né una penalizzazione né un errore</span></h2>
<p>In alcuni casi una perdita di ranking o di volume di traffico non ha nulla a che fare con voi o il vostro sito. Potrebbe essere cambiato qualcosa e per questo è avvenuta un’improvvisa penalizzazione.</p>
<p><strong>30) Modifica dell&#8217;algoritmo</strong> – Google cambia e raffina il suo algoritmo in continuazione. Le evoluzioni principali sono chiamate update, e talvolta comportano cambiamenti drammatici nei risultati di ricerca. L&#8217;unica cosa che potete fare è capire cosa è cambiato e perché il vostro sito non soddisfa come prima i nuovi fattori di posizionamento.<br />
<strong>31) Maggiore competitività</strong> – una situazione comune si verifica anche quando i vostri competitor fanno un lavoro SEO migliore del vostro e vi superano. Un cambio di ranking dalla 1a posizione alla 2a su Google può significare una perdita di traffico dal 60 all&#8217;80%.<br />
<strong>32) Eventi imprevisti</strong> – talvolta le news improvvise possono far scendere il vostro sito in serp. I risultati di Google News infatti sono mostrati in cima, e per news con frasi meno competitive il posizionamento continua normalmente. La maggior parte di queste modifiche di ranking cessano dopo pochi giorni.<br />
<strong>33) Cambiamenti grafici nelle SERP</strong> – Google effettua spesso delle modifiche nel modo in cui sono mostrati i risultati. In particolare si nota con i risultati locali di Google Places, che occupano gran parte dello spazio della serp. Potreste essere in prima posizione nei risultati organici ma apparire purtroppo in fondo alla pagina dei risultati.</p>
<p>Come vedete ci sono molte ragioni che possono portare a un improvviso crollo delle visite dai motori di ricerca. A volte non si tratta necessariamente di una penalizzazione, magari siete incorsi in uno dei filtri più leggeri di Google che scattano in presenza di attività SEO troppo spinte, o ancora avete commesso uno stupido errore durante la gestione del vs. sito. Accertatevi quindi di avere <strong>almeno due</strong> <strong>tool per monitorare costantemente</strong> <strong>il vs. sito, </strong>come <span style="color: #ff6600;"><strong>Google Analytics</strong></span> e <span style="color: #ff6600;"><strong>Google Webmaster Tools</strong></span>, in questo modo avrete sempre il controllo della situazione e potrete determinare più facilmente le cause di ogni eventuale problema.</p>
<p><strong>Se invece pensate di essere vittima di una penalizzazione</strong> e non sapete bene come gestire la situazione, prima di fare mosse affrettate che potrebbero peggiorare ulteriormente la situazione, consigliamo di rivolgersi ad una <a href="http://www.secretkey.it/consulenza-seo.php">SEO Agency</a> come la nostra.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">Articoli Correlati:</span></h2>
<p>- <a href="http://www.secretkey.it/blog/vantaggi-seo-risultati-organici-vs-pay-per-click/">I Benefici del SEO: Organic Vs. PPC</a></p>
<p>- <a href="http://www.secretkey.it/blog/seo-multilingua-geotargetizzare-sito-multilingua/">Seo Multilingua</a></p>
<p>- <a href="http://www.secretkey.it/blog/seo-social-network-nofollow-link-popularity/">I social network influenzano il posizionamento sui motori di ricerca?</a></p>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: left; margin-left: 10px;"><g:plusone size="standard" count="1" href="http://www.secretkey.it/blog/seo-penalizzazioni-google/"></g:plusone></div>
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		</item>
		<item>
		<title>Come migliorare le campagne Pay Per Click su Adwords? 5 metriche efficaci!</title>
		<link>http://www.secretkey.it/blog/come-migliorare-le-campagne-pay-per-click-adwords/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 15:53:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ferretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[SEO/SEM]]></category>
		<category><![CDATA[google adwords]]></category>
		<category><![CDATA[pay per click adwords]]></category>

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		<description><![CDATA[Se avete un account Google AdWords e gestite una campagna Pay Per Click per intercettare utenti target su motori di ricerca e siti partner, sapete che esistono parecchie metriche da tracciare e analizzare, e questo può facilmente confondere e gettare nel panico. Per evitare di fare confusione è conveniente restringere il campo a una breve [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.secretkey.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/migliori-campagne-adwords.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-386" title="migliori-campagne-adwords" src="http://www.secretkey.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/migliori-campagne-adwords-300x144.jpg" alt="" width="180" height="86" /></a>Se avete un account <strong>Google AdWords e gestite una campagna Pay Per Click</strong> per intercettare utenti target su motori di ricerca e siti partner, sapete che esistono parecchie <strong>metriche da tracciare e analizzare</strong>, e questo può facilmente confondere e gettare nel panico.</p>
<p>Per evitare di fare confusione è conveniente restringere il campo a una breve <strong>lista di metriche chiave</strong> che danno input significativi su quello che funziona e quello che non va nelle vostre campagne PPC.</p>
<p>Queste cinque metriche vi daranno la massima resa con la minima spesa. Non vi sto dicendo di ignorare tutte le altre metriche disponibili, ma se avete poco tempo a disposizione queste vi daranno un&#8217;ampia panoramica delle vostre performance, e tracciare queste cinque metriche nel corso del tempo vi fornirà una misurazione concreta del vostro successo.</p>
<p><span id="more-384"></span></p>
<h2><span style="color: #ff6600;">1: Punteggio di qualità</span></h2>
<p>Il Punteggio di Qualità è una misura di Google della rilevanza delle vostre keyword, usata per assicurare che gli utenti vedano annunci rilevanti con le loro ricerche.</p>
<p>I fattori che determinano il Punteggio di Qualità includono:</p>
<ul>
<li>Il <strong>CTR della keyword</strong> e il suo annuncio corrispondente</li>
<li>La <strong>rilevanza</strong> della keyword e <strong>dell&#8217;annuncio</strong> per la query di ricerca</li>
<li>La rilevanza della keyword al suo gruppo di annunci</li>
<li>Il CTR degli URL mostrati nel gruppo di annunci</li>
<li>La <strong>qualità della landing page</strong></li>
</ul>
<p>E&#8217; importante mantenere buoni Punteggi di Qualità perché Google li usa per determinare il <strong>ranking degli annunci</strong> tanto quanto <strong>l&#8217;ammontare del costo per click</strong>. Anche se pensate di aver rifinito tutti i dettagli riguardo la ricerca di keyword, la struttura della campagna e l&#8217;ottimizzazione del testo dell&#8217;annuncio, una media bassa dei Punteggi di Qualità è un segnale che state perdendo qualche pezzo per strada.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">2: Click-Through Rate</span></h2>
<p>Tutti i maggiori esperti in ambito PPC affermano che la metrica a cui prestano più attenzione quando analizzano i loro account di AdWords è  il <strong>Click-through rate</strong>.</p>
<p>Il CTR è importante per diverse ragioni, tra cui:</p>
<ul>
<li>E&#8217; uno dei fattori più importanti per determinare i vostri Quality Scores</li>
<li>Segnala se i vostri annunci sono rilevanti per gli utenti oppure no</li>
</ul>
<p>CTR bassi sono la prova che le vostre keyword o il vostro annuncio (o entrambi) necessitano di un miglioramento.</p>
<p>Vi state chiedendo <strong>qual&#8217;è il CTR medio di un annuncio?</strong> <span style="color: #ff6600;"><strong>Il 2%</strong></span> secondo quanto affermato da un <strong>dipendente Adwords</strong>, quindi se siete sopra questa percentuale con la vostra campagna PPC allora siete messi bene.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">3: Tasso di Conversione</span></h2>
<p>Il tasso di conversione è un’altra risposta comune degli esperti riguardo le metriche PPC e vi dice <strong>quante persone tra quelle che hanno cliccato sugli annunci sponsorizzati, hanno poi completato l&#8217;azione desiderata</strong> <strong>sulla vostra landing page</strong>, a prescindere se la call to action è un acquisto, un&#8217;iscrizione, o la compilazione di un form.</p>
<p>Il tasso di conversione è importante quanto il Click-through rate – di certo <strong>non vorrete pagare per tonnellate di click</strong> e visite se nemmeno una parte di questo traffico generato <strong>termina con un’azione significativa</strong>. Un alto tasso di conversione significa che i soldi che spendete per i click ritornano come profitti (è quello che chiamiamo <strong>ROI</strong>, cioè ritorno sull&#8217;investimento).</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">4: Costo Per Conversione</span></h2>
<p><strong>Questo è l&#8217;indicatore che segna il successo o il fallimento di una campagna</strong>. In altre parole,<strong> se dovete pagare di più per acquisire un nuovo cliente rispetto a quello che realmente vale per il vostro business</strong>, allora la vostra campagna sta fallendo: non dovete attendervi un ritorno sull&#8217;investimento.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">5: Spesa inutile</span></h2>
<p>La spesa inutile è una misura di <strong>quanti soldi state sprecando pagando per click che non convertono</strong>. In altre parole, è un ROI killer. Affidarsi a keyword che non convertono è uno spreco del vostro budget per il marketing.</p>
<p>Il modo migliore per ridurre questo rischio è attraverso un uso intelligente delle <strong>keyword a corrispondenza inversa</strong>. Tali keyword vi consentono di filtrare il traffico che è irrilevante per il vostro business e che non genera conversioni. Inserendo nella campagna una keyword a corrispondenza inverta, <strong>prevenite l&#8217;apparizione dei vostri annunci per query di ricerca che contengono quella keyword</strong>.</p>
<p>E voi state usando queste metriche per misurare le performance delle vostre campagne PPC? Quali altre metriche trovate particolarmente utili?</p>
<p>Avete la percezione che <strong>non stiate utilizzando al meglio google adwords</strong>, o che magari la vostra campagna abbia <strong>grossi margini di miglioramento?</strong> Non perdete tempo e soldi, affidatevi ai professionisti di Secret Key, agenzia <a href="http://www.secretkey.it/web-agency-google-adwords-certified-partner.php">Google Adwords Certified Partner</a>.</p>
<p>Grazie alla nostra competenza faremo un check up completo e <span style="color: #ff6600;"><strong>porteremo la vostra campagna Pay Per Click ai massimi livelli di performance!</strong></span><strong></strong></p>
<p>Fonte: <a href="http://blog.hubspot.com/blog/tabid/6307/bid/26844/5-Key-Metrics-to-Measure-Success-of-Paid-Search-Campaigns.aspx" target="_blank">Hubspot</a></p>
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		<item>
		<title>Come gestire la propria reputazione online?</title>
		<link>http://www.secretkey.it/blog/come-gestire-la-propria-reputazione-online/</link>
		<comments>http://www.secretkey.it/blog/come-gestire-la-propria-reputazione-online/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 08:25:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ferretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Case History]]></category>
		<category><![CDATA[reputation management]]></category>
		<category><![CDATA[reputazione online]]></category>

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		<description><![CDATA[Un tema centrale oggi, non solo per le aziende ma per tutti i professionisti di ogni settore, è la gestione e il monitoraggio della reputazione online, vale a dire essere sempre al corrente di qual è l&#8217;opinione degli utenti su un determinato brand/personaggio e come correggere gli eventuali passi falsi ed errori di comunicazione in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un tema centrale oggi, non solo per le aziende ma per tutti i professionisti di ogni settore, è <strong>la gestione e il monitoraggio della <a href="http://www.secretkey.it/monitoraggio-reputazione.php" target="_blank">reputazione online</a></strong>, vale a dire essere sempre al corrente di <strong>qual è l&#8217;opinione</strong> degli utenti su un determinato brand/personaggio e come correggere gli eventuali passi falsi ed errori di comunicazione in genere.</p>
<p>Prendiamo spunto da un <strong>articolo uscito su <span style="color: #ff0000;">Panorama numero 40</span></strong> in edicola questa settimana (pagina 124) dal titolo: “<strong><span style="color: #ff6600;">Ora c&#8217;è chi ti ripulisce la web reputazione</span></strong>”, in cui siamo orgogliosi che venga citata proprio la <strong>Secret Key</strong> in apertura e chiusura del pezzo come una delle <strong>migliori agenzie</strong> <strong>italiane</strong> che offrono questo servizio e che garantiscono la “<strong>ripulitura</strong>” delle opinioni scomode o scorrette dai motori di ricerca.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.secretkey.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/monitoraggio-reputazione-online.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-346" title="monitoraggio-reputazione-online" src="http://www.secretkey.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/monitoraggio-reputazione-online.jpg" alt="" width="461" height="614" /></a></p>
<p>Come spiegato nell&#8217;articolo, questo è possibile posizionando nelle prime pagine del ranking dei motori di ricerca altri contenuti web che &#8220;facciano scivolare i risultati incriminati&#8221;, <strong>smentiscano la notizia indesiderata/errata</strong> e/o che valorizzino l&#8217;operato dell&#8217;azienda o del singolo professionista.</p>
<p>Anche <span style="color: #ff0000;"><strong>AdnKronos</strong></span> ci ha intervistato per capire l&#8217;importanza <strong>della Web Reputation</strong> e per comprendere come vanno gestiti casi delicati, vedi l&#8217;articolo: <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/CyberNews/Ripulire-la-reputazione-online-Si-puo-Tra-vip-e-politici-e-boom-di-casi_312517096825.html" target="_blank">Ripulire la reputazione online? Si può! Tra vip e politici è boom di casi</a></p>
<p><span id="more-343"></span></p>
<p>Accade sempre più spesso che una serie di errori nel gestire<strong> il feedback dei clienti o la propria immagine</strong> comporti il diffondersi di opinioni negative <strong>che influenzano a loro volta gli altri utenti</strong>, incidendo sulla credibilità del brand o del professionista.</p>
<p>I case histories di questo genere sono innumerevoli, ne citiamo due per capire quanto sia importante oggi dedicare attenzione a questi aspetti della propria presenza online.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">Cattiva reputazione aziendale</span></h2>
<p>Il primo è un episodio che ha avuto una fortissima eco sui media (ne hanno parlato anche la CNN e la BBC): la compagnia aerea <strong>United Airlines</strong> distrugge la chitarra del cantante country<strong> Dave Carroll</strong> durante lo scarico dei bagagli ma si rifiuta di rimborsarla (il valore della chitarra era di 3500 dollari), così Carroll pensa bene di comporre una canzone in proposito e diffonderne il video su YouTube.</p>
<p>Il video United Breaks Guitars diventa virale (al momento ha superato i 10 milioni di visualizzazioni) e solo in seguito la compagnia ha ammesso i propri sbagli, facendo pubblica ammenda troppo tardi.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/5YGc4zOqozo" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<h2><span style="color: #ff6600;">Cattiva reputazione per un personaggio pubblico</span></h2>
<p>Il secondo caso è molto recente e se n&#8217;è discusso ampiamente per gli effetti che ha avuto sulle elezioni amministrative a Milano: il sindaco uscente <strong>Letizia Moratti</strong>, infatti, non ha gestito efficacemente la propria presenza sui social network a <strong>causa di procedure scorrette e per nulla trasparenti</strong>.</p>
<p>Chi ha gestito la fan page ufficiale su Facebook, infatti, ha usato la pratica del <strong>like hijacking per decuplicare i “Mi piace”</strong> e creato inserzioni fasulle per attrarre utenti inconsapevoli.</p>
<p>Scoperto subito l&#8217;inganno, la voce è rimbalzata non solo sui social, ma su migliaia di blog e siti web, fino ad arrivare sui giornali e in tv: <strong>una vera e propria arma a doppio taglio</strong>, che assieme ad altri scivoloni durante la campagna elettorale ha contribuito a far diminuire l&#8217;autorevolezza della Moratti e quindi a far perdere voti.</p>
<p>Questi due case histories sono la prova che la<strong> reputazione online non va sottovalutata</strong>, perché sono gli stessi utenti a far circolare le proprie idee: se un’azienda o un Vip non conosce quali notizie girano sul web sul proprio conto, <strong>non può agire e ristabilire un’immagine affidabile e positiva</strong>.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">La reputazione incide sulle decisioni degli utenti</span></h2>
<p>La soluzione consiste nel <strong>presidiare ogni canale Internet</strong> con la consapevolezza che oggi più che mai la reputazione è indice di autorevolezza nonché un<strong> fattore sempre più decisivo nel processo decisionale dell&#8217;utente finale</strong>.</p>
<p>Se voglio fare un acquisto, infatti, oppure rivolgermi a un consulente per un servizio specifico, <strong>controllerò anzitutto cosa si dice in Rete</strong>, sui forum, sui blog e nei social network più diffusi.</p>
<p>Questo vale per tutti, hotel, compagnie aeree, personaggi del mondo dello spettacolo o della politica, aziende di servizi, e ovviamente piccoli e grandi brand.</p>
<p>Affidandosi a <span style="color: #ff6600;"><strong>esperti di web reputation</strong></span> come Secret Key, è possibile avere sotto controllo tutto quello che accade sul web e, quando necessario, in presenza di articoli e contenuti negativi, diffamatori, obsoleti o semplicemente errati, <strong>attuare una strategia correttiva per rimediare a una situazione</strong> <strong>che ovviamente genera un&#8217;immagine negativa e squalificante.</strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Secret Key offre consulenze in ambito web reputation e pulizia della reputazione ad <strong>aziende, professionisti e anche in ambito b2b ad agenzie di comunicazione, uffici stampa e studi legali.</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">Vuoi maggiori informazioni sul nostro servizio di web reputation? Chiamaci allo 06 96527054 oppure compila il modulo sottostante!</span></strong></p>
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		<item>
		<title>La formula vincente per il lancio di un prodotto in 12 passi</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 08:56:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ferretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[strategie]]></category>

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		<description><![CDATA[Milioni di dollari vengono spesi ogni anno per sviluppare e lanciare nuovi prodotti, ma in realtà solo il 10% ha successo. Normalmente questo è accettato e considerato come il “costo di fare business”, ma un nuovo approccio è stato svelato alla conferenza della Nielsen USA Consumer 360, una strategia che porta le probabilità di successo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Milioni di dollari vengono spesi ogni anno per sviluppare e lanciare nuovi prodotti, ma in realtà <strong>solo il 10% ha successo</strong>.</p>
<p>Normalmente questo è accettato e considerato come il “costo di fare business”, ma un nuovo approccio è stato svelato alla conferenza della Nielsen USA <a href="http://www.consumer360.com/" target="_blank">Consumer 360</a>, una strategia che <strong>porta le probabilità di successo al 75%</strong>.</p>
<p>La Nielsen, basandosi sul tracciamento di <strong>600 prodotti lanciati e sul testing di 20.000 concept</strong>, ha tirato fuori un processo in 12 punti con raccomandazioni specifiche su ciò che le aziende dovrebbero cambiare prima del lancio di un nuovo prodotto per incrementare le chance di riuscita.</p>
<p>Il processo identifica, misura e predice il successo attraverso 5 fasi: Rilevanza, Comunicazione, Attrattività, Punto di Acquisto e Resistenza.</p>
<p><span id="more-331"></span></p>
<p><a href="http://www.secretkey.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/12-key-steps-consumer-adopt.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-333" title="12-key-steps-consumer-adopt" src="http://www.secretkey.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/12-key-steps-consumer-adopt.png" alt="" width="460" height="443" /></a></p>
<h2><span style="color: #ff6600;">1. Distinguere la proposta</span></h2>
<p>Il vostro prodotto deve offrire un’innovazione concreta; <strong>dev&#8217;essere qualcosa che la gente vuole davvero</strong>. Qual è il suo valore? Il primo passo è valutare se il prodotto occupa una nicchia.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">2. Attirare l&#8217;attenzione</span></h2>
<p>Non importa quanto innovativo ed efficace sia il prodotto, ha bisogno di ottenere attenzione per essere venduto. Le aziende devono focalizzarsi sull&#8217;interesse e il riconoscimento.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">3. Creare un messaggio attinente</span></h2>
<p>Quando il consumatore si trova davanti a uno scaffale per decidere cosa comprare,<strong> il prodotto deve essere riconoscibile</strong>. Fate in modo che il packaging e l&#8217;etichetta siano una sorta di “carta d&#8217;identità”, in modo che il consumatore capisca chiaramente cosa fa il prodotto.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">4. Creare un messaggio chiaro e conciso</span></h2>
<p>La gente non vuole metterci troppo tempo a leggere l&#8217;etichetta del vostro prodotto; bisogna creare e diffondere un messaggio che sia breve, efficace e diretto al punto.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">5. Bisogno/Desiderio</span></h2>
<p>Soprattutto durante una fase di recessioni, quando le persone stringono la cinghia, è estremamente importante per il prodotto <strong>soddisfare un bisogno</strong>. Convenienza e facilità d&#8217;uso sono alcuni degli attributi più importanti per avere successo.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">6. Illustrare i vantaggi</span></h2>
<p>Spiegate perché il vostro prodotto continuerà a distinguersi. In un negozio dove un consumatore ha molte scelte, <strong>i vantaggi devono essere il più possibile chiari e invitanti</strong>.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">7. Credibilità</span></h2>
<p>Il packaging, la pubblicità e i coupon possono dire virtualmente qualunque cosa, ma il consumatore deve credere in quello che legge e il prodotto deve meritare i suoi soldi. Da dove proviene la vostra credibilità? Si fidano del vostro brand? I consumatori della vostra nicchia vogliono fidarsi di un nuovo brand?</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">8. Svantaggi accettabili</span></h2>
<p><strong>Ogni prodotto ha i suoi svantaggi</strong>. Identificateli, e siate certi di averli presenti prima che sia il consumatore a indicarveli, e non intralcino il successo del prodotto.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">9. Reperibilità</span></h2>
<p>Il prodotto può essere il più innovativo al mondo, ma finché il consumatore non lo vede non potrà mai saperlo. Quanto è visibile il prodotto? Qual è il vostro pubblico e qual è il modo migliore per fargli notare il vostro prodotto?</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">10. Costi accettabili</span></h2>
<p>Simile agli svantaggi accettabili, il consumatore deve sentirsi a suo agio con il prezzo d&#8217;acquisto e con l&#8217;uso del prodotto. Il costo in questo caso può includere sia il prezzo al dettaglio che le caratteristiche più nascoste, qualcosa che sia possibile trovare solo dopo averlo cercato.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">11. La promessa del risultato</span></h2>
<p>Dopo che il consumatore è stato esposto alla campagna pubblicitaria e al messaggio e si è fidato, <strong>il prodotto deve mantenere le sue promesse</strong>. Le aziende hanno bisogno di prendere tempo affinché il prodotto raggiunga i risultati promessi nell&#8217;annuncio pubblicitario.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">12. Lealtà del prodotto</span></h2>
<p>Molte aziende possono avere un “one-hit-wonder”, cioè un unico prodotto di grande successo, ma per sostenere il successo per un lungo periodo di tempo, <strong>devono stabilire fiducia e lealtà</strong>. Così come il prodotto all&#8217;inizio ha mantenuto le sue promesse, la soddisfazione vi consentirà di essere competitivi. Creare un prodotto affidabile nel tempo farà in modo che il nuovo nome del marchio diventi davvero familiare.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">Conclusioni</span></h2>
<p>Le aziende devono capire che tutti i 12 passi sono importanti allo stesso modo per le chance di un lancio di successo. Un vecchio detto dice che si può essere forti solo quanto i propri punti deboli, quindi anche <strong>una sola area di rischio del processo di lancio può abbassare il valore del prodotto</strong>.</p>
<p>Il più grande vantaggio del sistema è ottenere una stima molto accurata delle probabilità di successo in modo che le aziende possano decidere delle azioni standard, per esempio lanciare un prodotto solo se ha raggiunto una probabilità di successo del 65%.</p>
<p>Fonte: <a href="http://blog.nielsen.com/nielsenwire/consumer/countdown-to-product-launch-12-key-steps/" target="_blank">Nielsen Blog</a></p>
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		<title>Le 3 C del Social Media Marketing</title>
		<link>http://www.secretkey.it/blog/le-3-c-del-social-media-marketing/</link>
		<comments>http://www.secretkey.it/blog/le-3-c-del-social-media-marketing/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 09:11:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ferretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[I social media hanno acquisito sempre più importanza su internet negli ultimi anni. Oltre ad aver dato alle persone la possibilità di stare connessi con amici e familiari, hanno dato l&#8217;opportunità a chi gestisce un piccolo business di creare un network e targettizzare la propria nicchia di mercato specifica. Per poter sfruttare al meglio le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.secretkey.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/social-media-marketing.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-326" title="social-media-marketing" src="http://www.secretkey.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/social-media-marketing.jpg" alt="" width="530" height="272" /></a></p>
<p>I social media hanno acquisito sempre più importanza su internet negli ultimi anni. Oltre ad aver dato alle persone la possibilità di stare connessi con amici e familiari, hanno dato l&#8217;opportunità a chi gestisce un piccolo business di <strong>creare un network e targettizzare la propria nicchia di mercato specifica</strong>.</p>
<p>Per poter sfruttare al meglio le vostre attività di marketing con  i social media, è essenziale prendere nota delle<strong> 3 C: contenuto, community, commercio.</strong></p>
<h2><span style="color: #ff6600;">Contenuto</span></h2>
<p>La prima C da sviluppare è il contenuto. Nei social media<strong> il valore si crea producendo e condividendo contenuti validi</strong>. Ci sono molti modi per crearne: scrivere post per un blog o un e-book, realizzare interviste audio o podcast, offrire brevi video o webinar, solo per dirne alcuni.</p>
<p>Non c&#8217;è ragione di usare i social media per aumentare il traffico verso il sito della vostra azienda <strong>se non avete nulla di nuovo da offrire</strong>. Produrre regolarmente nuovi contenuti porterà gli utenti a tornare ancora sul sito.</p>
<p><span id="more-322"></span></p>
<p>Il blogging può essere un ottima modalità per mantenere un flusso costante di contenuto aggiornato. Se avete appena cominciato, ecco alcuni consigli utili per lanciare un blog.</p>
<ul>
<li>Fare un 	calendario editoriale del blog per programmare il contenuto da 	postare</li>
<li>Prendere 	l&#8217;abitudine di scrivere qualche post a settimana almeno 3 mesi prima 	che il blog sia online. Questi risulteranno nell&#8217;archivio del blog 	così da partire subito con un impatto efficace.</li>
<li>Lanciare il blog 	con almeno 10 articoli già postati anziché uno solo. Questo darà 	ai lettori un idea più precisa del vostro blog e di cosa tratta.</li>
</ul>
<h2><span style="color: #ff6600;">Community</span></h2>
<p>I social media possono crescere <strong>solo grazie al coinvolgimento delle persone</strong>. Uno dei benefici maggiori nell&#8217;essere presenti sui social media è la possibilità di <strong>posizionarsi come opinion leader</strong>, e un modo efficace per farlo è coinvolgere i propri utenti e costruire una community.</p>
<p>Meglio mettere da parte la mentalità da marketing ed <strong>essere sinceri con le persone</strong>. I vostri follower e fan vogliono sapere chi c&#8217;è dietro il contenuto che condividete sui social media. Non potete permettervi di fare come chi posta in continuazione link al proprio blog senza offrire alcuna interazione. E&#8217; importante<strong> creare un dialogo con i fan e i follower</strong> e favorire le esperienze sociali.</p>
<p>Per esempio, io uso Twitter per riunire i proprietari di piccoli business ogni settimana. Ospito una tweetchat ogni mercoledì dalle 20:00 alle 21:00 chiamata #Smallbizchat, durante la quale presento un ospite esperto che interagisce con ogni partecipante. Funziona perché sto offrendo un contenuto di valore in una discussione coinvolgente.</p>
<p>Se volete avere successo sui social media, dovete andare fuori e creare un network. Più sarete interattivi e “social”, maggiori saranno le chance di <strong>creare un brand efficace </strong>sui social media. La migliore lusinga possibile online avviene quando qualcuno diffonde il vostro contenuto. Perciò io uso una proporzione di 4:1 nel condividere contenuti di altri oltre ai miei.</p>
<p>Altre idee per fare una community possono includere:</p>
<ul>
<li>postare 	sui forum, commentare sui blog o pensare a nuove prospettive da 	condividere attraverso la propria identità sui social media.</li>
<li><strong>Connettersi 	con i propri contatti su LinkedIn</strong> e altri network come Facebook e 	Twitter.</li>
<li>Scrivere 	dei post come ospite (guest blogging) su blog altrui oppure offrire 	opportunità per gli altri di scrivere sul vostro blog.</li>
</ul>
<p>Le opportunità sono tante per interagire e costruire una community.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">Commercio</span></h2>
<p>La C finale del puzzle è il <strong>commercio</strong>, che è un pò più astuto di quanto si possa pensare. In poche parole, <strong>la gente fa business con chi gli piace</strong>,<strong> con chi conosce e di cui si fida</strong>.</p>
<p>Di persona occorrono 3 interazioni prima di ottenere un impatto abbastanza forte che consenta di fare una vendita. <strong>Su Internet occorrono 7 interazioni per costruire una relazione</strong> che porti a un risultato commerciale.</p>
<p>Naturalmente l&#8217;obiettivo finale del social media marketing è generare traffico, visite targettizzate e vendite. Ma ciò che dà un certo appeal ai social media è il fatto di essere informali e l&#8217;aspetto “social”.</p>
<p>Occorre essere attenti a <strong>non esagerare con il linguaggio promozionale</strong>: nessuno vuole che gli si venda qualcosa. Per avere successo serve prima creare curiosità e attenzione con contenuti di alta qualità per attrarre gli utenti. Poi bisogna coinvolgerli con interazioni dirette.</p>
<p>Chiedete pareri e rispondete alle domande. Quando avrete guadagnato fiducia e rispetto potrete approcciarci con il vostro business, ma dovreste parlare di ciò che offrite come una soluzione fornita agli altri e <strong>tramite i risultati ottenuti dai clienti</strong> che si sono rivolti  alla vostra azienda.</p>
<p>Liberamente tradotto da: <a href="http://blog.hubspot.com/blog/tabid/6307/bid/15948/3-C-s-of-Social-Media-Marketing-Content-Community-Commerce.aspx " target="_blank">http://blog.hubspot.com</a><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Checklist per il setup ottimale degli account su Google Analytics</title>
		<link>http://www.secretkey.it/blog/checklist-setup-ottimale-account-google-analytics/</link>
		<comments>http://www.secretkey.it/blog/checklist-setup-ottimale-account-google-analytics/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 10:42:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ferretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[checklist]]></category>
		<category><![CDATA[google analytics]]></category>
		<category><![CDATA[misurare]]></category>
		<category><![CDATA[tracking]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.secretkey.it/blog/?p=305</guid>
		<description><![CDATA[Il modo in cui è settato un account Google Analytics, rivela molto sulla competenza da parte di web agency e consulenti di web marketing, a proposito di web analytics e SEO. Chi utilizza in maniera approssimativa uno strumento di statistiche così potente come google analytics, viene definito “reporting squirrel”, termine coniato da Avinash Kaushik (guru [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.secretkey.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/google-analytics.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-315" title="google-analytics" src="http://www.secretkey.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/google-analytics.jpg" alt="" width="530" height="272" /></a></p>
<p>Il modo in cui è settato un account Google Analytics, rivela molto sulla <strong>competenza </strong>da parte di web agency e consulenti di web marketing, a proposito <strong>di <a href="http://www.secretkey.it/web-analytics.php" target="_blank">web analytics</a> e SEO</strong>. Chi utilizza in maniera approssimativa uno strumento di statistiche così potente come google analytics, viene definito “reporting squirrel”, termine coniato da <strong>Avinash Kaushik</strong> (guru del web analytics di Google), che definisce squirell, ovvero &#8220;<em>scoiattoli poco attenti a ciò che raccolgono</em>&#8221; <strong>coloro che non sono  in grado di cogliere intuizioni utili sui dati di analytics</strong>.</p>
<p>Questa è una lista di operazioni necessarie per realizzare il <strong>setup di un account Google Analytics</strong> in maniera completa:</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>1) Visita il sito web del cliente</strong></span>: lo faccio per comprendere cosa bisogna tracciare e per individuare il business del cliente. Senza una comprensione profonda del business del cliente sarà difficile avere un <strong>setup SMART</strong> (Specifico, Misurabile, Raggiungibile, Realistico, Tempestivo) e ottenere dati utili su analytics.</p>
<p><span id="more-305"></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>2) Fai un test di 5 secondi</strong></span>: appena visito il sito, lo navigo per cinque secondi, e provo a ricordare tutto ciò che posso. Dopodichè vado su Google o su un altro sito. A questo punto mi pongo due domande: quale argomento tratta il sito e cosa sta provando a vendere? Segno tutto ciò che ricordo sul sito. Il test dei 5 secondi mi aiuta a capire quali strategie adottare <strong>per rifurre il bounce rate</strong> del sito web.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>3) Naviga il sito meticolosamente e annota le cose importanti</strong></span>: queste sono le cose di cui prendo nota ad una seconda visita.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>a) Caratteristiche del sito:</strong> design, navigazione, usabilità, contenuti, immagini, video ecc.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>b) Sezioni del sito:</strong> quelle sezioni che potrebbero essere tracciate separatamente come blog, forum ecc. tramite profili filtarti.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>c) Sorgenti di traffico:</strong> anche queste possono essere tracciate a parte, come il traffico proveniente dai social media (Facebook e Twitter), email ed altre campagne di marketing.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>d) Interazioni dei visitatori:</strong> queste possono essere cliccare sul pulsante Iscriviti, i Log-in, i download, i click sui profili Facebook e Twitter, i click sul pulsante condividi, sui video presenti e altro ancora. Attenzione: di default G.A. Non può tracciare alcuni tipi di interazione.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>e) Obiettivi del sito:</strong> scopo del sito, cosa cerca di ottenere. Può esserci più di un obiettivo per il quale il sito è stato creato. Si può trattare di vendere vestisti, generare traffico, fare branding, costruire buone relazione con l&#8217;audience target ecc. Gli scopi principali del sito (come vendere vestiti) possono essere il mio scopo principale ed altri gli obiettivi minori, per esempio il branding, costruire buone relazione con l&#8217;audience target ecc.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>f) Percorsi di navigazione che possono portare conversioni micro e macro:</strong> alcuni tipi di percorsi di navigazione sui siti web sono fatti di una serie di pagine che mi aspetto i visitatori seguano per raggiungere gli obiettivi del sito come fare un acquisto.</p>
<p style="padding-left: 30px;">C&#8217;è un numero indefinito di modi per fare un acquisto su un sito. Ad esempio un visitatore del mio sito può partire dall&#8217;home page e poi andare alla categoria del prodotto, alla pagina dei dettagli del prodotto, quindi alla pagina di registrazione, checkout e “conferma ordine”, oppure può andare direttamente alla pagina checkout (pochi giorni dopo essersi registrato sul sito e aver aggiunto un prodotto al carrello) e alla conferma ordine.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Io posso determinare il modo più efficace di far compiere un acquisto sul mio sito e prevedere che gli utenti seguano il mio percorso. Tutto ciò mi aiuterà in seguito nel settaggio o nell&#8217;ottimizzazione delle funnel pages su GA. Nota bene: se non avete un accesso da administrator al sito del cliente, avrete bisogno di chiedere allo svillupatore del sito una lista delle pagine web che costituiscono il procedimento di shopping cart e l&#8217;Url della pagina di conferma ordine.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>g) Il comportamento dei visitatori che porta a micro/macro conversioni: </strong>si può misurare il coinvolgimento dei visitatori tramite il la tipologia di comportamento sul sito. Questo comportamento deve essere qualcosa di analizzabile tramite gli analytics.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Di certo non posso analizaare quanti visitatori sono rimasti soddisfatti arrivando sull&#8217;home page (almeno finché GA non riporterà le emozioni degli utenti). Così ho bisogno di una delle metriche disponibili: una di queste è il “tempo trascorso sul sito”. Questo tipo di metrica è nota come ‘key performance indicator’ o KPI e aiuta a capire le performance del proprio sito. Bisogna settare queste KPI per tutti gli obiettivi che si intende raggiungere.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>4) Setup degli SMART Targets</strong></span>: i target sono valori numerici tramite i quali posso misurare quanto sono riuscito a raggiungere o quanto ho fallito nel raggiungimento di uno scopo. Senza target e deadline nessun risultato è raggiungibile. Ad esempio incrementare il traffico del sito non è uno SMART Target. Incrementare il traffico del 50% nei prossimi 6 mesi può essere uno SMART Target. Un punto importante: non lasciate che i vostri clienti decidano gli obiettivi al posto vostro. I loro target generalmente non sono SMART (ad esempio “vorremmo raddoppiare le revenue del sito nei prossimi 3 mesi”, vi suona familiare?) e alla fine potreste apparire come SEO incompetenti.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>5) Fate un accordo scritto con il cliente</strong></span>: riguardo gli obiettivi, i numeri da raggiungere, le funnel pages e i target. Questo eviterà dispute future sul tracciamento delle conversioni.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>6) Create un account su Google Analytics</strong></span>: se non è stato ancora fatto. <a href="https://www.google.com/accounts/NewAccount?service=analytics">Cliccate qui</a> per crearne uno.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>7) Aggiungete un altro account analytics</strong></span>: se avete già un account su GA e ne volete un altro usate lo stesso log-in e password e <a href="http://www.google.com/support/analytics/bin/answer.py?hl=en&amp;answer=55566">cliccate qui</a> .</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>8 ) Installate il nuovo codice asincrono di Google Analytics tracking code (GATC)</strong></span>: su tutte le pagine web del vostro sito. Per maggiori dettagli sull&#8217;installazione cliccate <a href="http://www.google.com/support/analytics/bin/answer.py?answer=174090">qui</a>.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>9) Fate lo switch al nuovo GATC se il vostro sito usa il vecchio urchin.js o il tradzionale codice di tracking ga.js:</strong></span> il nuovo codice aiuta a ridurre il tempo di caricamento della pagina e conserva i click dei visitatori che occorrono prima che il codice di tracking sia caricato. Per avere maggiori dettagli sulla migrazione al nuovo codice cliccare <a href="http://code.google.com/intl/it-IT/apis/analytics/docs/tracking/asyncMigrationExamples.html#migrationInstructions">qui</a>.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>10) Verificate l&#8217;installazione del codice di tracking</strong></span>: verificate che il codice di tracking sia correttamente installato su tutte le pagine. Se volete verificarlo manualmente, guardate il codice sorgente della pagina mentre se volete automatizzare questo processo potete usare un tool come <a href="http://sitescanga.com/">SiteScanGA</a>.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>11) Verificate di stare ricevendo i dati analytics nei vostri report</strong></span>: potete cominciare a riceverei dati nel vostro report analytic <strong>entro 24 ore dall&#8217;installazione del codice tracking</strong>. Se non vedete alcun dato vuol dire che qualcosa è andato storto con l&#8217;installazione.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>12) Ottenete i privilegi di Amministratore dell&#8217;account GA</strong></span>: ottenendo i privilegi di Amministratore dell&#8217;account GA di un cliente consente di creare obiettivi, settare le funnel pages, i filtri e usare tutte le caratteristiche di GA. Se il cliente non ha alcun account GA crea un account per lui e aggiungi te stesso come amministratore dell&#8217;account.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>13) Garantite ad altri utenti l&#8217;accesso ai vostri report di analytics</strong></span>: potrei aver bisogno di fornire l&#8217;accesso a un certo numero di persone come il mio boss, il cliente ecc. Generalmente conviene dare loro l&#8217;accesso solo per vedere i report così non possono accidentalmente fare dei cambiamenti. Per saperne di più potete visitare questa <a href="http://www.google.com/support/analytics/bin/answer.py?answer=55500">pagina</a>.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>14) Fate il setup degli obiettivi e delle funnel pages nel vostro account</strong></span>: Io faccio il setup di tutti gli obiettivi e le canalizzazioni che ho scoperto durante la navigazione del sito e sui quali il mio cliente è d&#8217;accordo. Per maggiori dettagli andate<a href="http://www.google.com/support/analytics/bin/answer.py?answer=55515"> qui</a>.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>15) Aggiungete l&#8217;account Google Adwords all&#8217;account analytics</strong></span>: grazie a questa integrazione posso analizzare il comportamento dei visitatori che provengono dalle inserzioni Adwords. Questo non è possibile con l&#8217;interfaccia di report di Google Adwords. Maggiori dettagli<a href="http://www.google.com/support/analytics/bin/answer.py?answer=55507"> qui</a>.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>16) Assicuratevi che l&#8217;auto-tagging sia abilitato sull&#8217;account Google Adwords</strong></span>: quando taggate manualmente i vostri Url degli annunci adwords, i report GA Adwords mostrano i risultati solo per campagna e per keyword. Quando abilitate l&#8217;auto-tagging, il report GA Adwords fornisce anche informazioni dettagliate sulla campagna Adwords. Appena linkate il vostro account Adwords all&#8217;account analytics, l&#8217;auto-tagging è abilitato di default. Ma talvolta potreste trovare l&#8217;auto-tagging disabilitato (forse qualcuno in passato può aver pensato di fare il tagging manuale o non sapeva come usarlo). Ulteriori dettagli su come l&#8217;auto-tagging influenzi gli annunci Adwords su questa<a href="http://www.google.com/support/analytics/bin/answer.py?answer=55596"> pagina</a>.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>17) Assicuratevi che l&#8217;auto-tagging funzioni correttamente</strong></span>: ci sono molti fattori (come i redirect di terze parti, gli encoded url e i setting del server) che possono impedire all&#8217;auto-tagging di funzionare trascinando <strong>il parametro GCLID </strong>dall&#8217;url della landing page. Il trascinamento del parametro GCLID provoca un report in GA del traffico di Google Adwords come organico (traffico diretto) anziché traffico proveniente da annunci a pagamento. Aggiungete ?gclid=test’ alla fine dell&#8217;url di destinazione del vostro annuncio Adwords come http://www.yoursite.com/?gclid=test. Fate copia e incolla dell&#8217;url modificato nella barra degli indirizzi del vostro browser e premete invio. Se l&#8217;url della pagina risultante non mostra ‘gclid=test’ <strong>l&#8217;auto-tagging non sta funzionando</strong>.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>18) Accertatevi che Google analytics possa importare i dati dei costi da Adwords</strong></span>: quando linkate il vostro account Adwords all&#8217;account analytics i dati dei costi (impressions, click, costo, CTR, CPC) sono automaticamente applicati a tutti i profili del sito del vostro GA account. Ma qualche volta non accade poiché qualche SEO in precedenza ha deciso di disabilitare l&#8217;import da Adwords. Maggiori dettagli <a href="http://www.google.com/support/analytics/bin/answer.py?hl=en&amp;answer=72293">qui</a>.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>19) Aggiungete l&#8217;account di Yahoo search marketing al vostro account analytics GA</strong></span>: altrimenti GA non riporta i dati dei costi (impressions, click, costo, CTR, CPC) dagli annunci Yahoo PPC e tratta il traffico che proviene da lì come traffico diretto. Non c&#8217;è modo per linkare l&#8217;account di Yahoo a quello su GA. Ma per farlo serve uno speciale codice di tracking agli url degli annunci.</p>
<p>Raccomando di vedere questa <a href="http://services.google.com/analytics/breeze/en/campaigntracking_adwordsintegration/index.html">presentazione</a> da<strong> GA conversion university</strong> per sapere tutto sul tracking delle campagne.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>20) Aggiungete l&#8217;account Microsoft ad center al vostro account analytics</strong></span>: Le campagne PPC di microsoft possono essere tracciate come quelle di Yahoo in GA.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>21) Assicuratevi di tracciare tutte le campagne marketing</strong></span>: è importare tracciare non solo le campagne sui motori di ricerca, ma anche gli altri tipi di campagne online come i banner degli annunci, le campagne via email, i programmi di affiliazione ecc.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>22) Aggiungere l&#8217;account Google Adsense all&#8217;account analytics</strong></span>: Tramite questo tipo di integrazione potrete avere più informazioni sulle performance degli annunci Adsense e potrete usare questi dati per migliorare le prestazioni degli annunci. Maggiori dettagli su questa<a href="https://www.google.com/adsense/support/bin/answer.py?hl=en&amp;answer=92625"> pagina</a>.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>23) Abilita il tracking E-Commerce con i report dell&#8217;e-commerce in GA</strong></span>: potrete avere informazioni dettagliate sull&#8217;attività e-commerce del vostro sito come il<strong> totale delle revenue generate</strong>, numero degli ordini, valore medio di un ordine, rate di conversione e-commerce ecc. Se avete un sito con e-commerce che non ha il tracking abilitato è <strong>un suicidio per l&#8217;analytics</strong>. Io consiglio fortemente questa <a href="http://services.google.com/analytics/breeze/en/ecommerce/index.html">presentazione </a>per sapere tutto sul tracking di un e-commerce.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>24) Abilita il tracking sulle ricerche interne al sito</strong></span>: grazie alle ricerche interne potete capire <strong>come e cosa cercano i visitatori sul vostro sito</strong>. E&#8217; possibile conoscere quali sono i contenuti mancanti e quelli che dovrebbero esserci (se molti visitatori li hanno cercati). Analizzare i report delle ricerche interne può migliorare la qualità dei risultati di ricerca e <strong> sviluppare una user experience migliore</strong>. Potete anche individuare nuove keyword per le vostre campagne. Cliccate <a href="http://www.google.com/support/analytics/bin/answer.py?answer=75817">qui </a>per il setup del tracking di ricerca interna sul vostro sito.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>25) Applicate i filtri al profilo del vostro sito</strong></span>: con i filtri è possibile personalizzare i report analytics di GA e<strong> i segmenti di dati</strong>. Uno dei filtri più importanti è quello per <strong>escludere traffico interno</strong> (come quello proveniente dalla vostra azienda). Il traffico interno può facilmente inficiare l&#8217;uso delle metriche e inoltre dovrebbe essere filtrato fuori da GA. Per altre informazioni visitate questa <a href="http://www.google.com/support/analytics/bin/answer.py?answer=55494">pagina</a>.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>26) Creare profili filtrati</strong></span>: i profili filtrati sono semplicemente profili e filtri usati insieme. Non sono un grande fan dei profili filtrati ma a volte sono utili se devo tracciare sub-domini multipli tramite un singolo profilo. Accertatevi di mantenere un profilo non filtrato prima di creare dei profili filtrati, perché una volta che i dati grezzi sono stati processati da un filtro, GA non può riprocessarli. Quindi se accidentalmente avete applicato un filtro sbagliato al profilo principale del tuo sito i dati persi non possono essere recuperati. Per maggiori dettagli cliccate <a href="http://services.google.com/analytics/breeze/en/filters/index.html">qui</a>.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>27) Setup dei segmenti avanzati</strong></span>: i segmenti avanzati possono essere applicati ai dati storici e a tutti gli account e i profili dei siti. E&#8217; il maggior vantaggio rispetto ai profili filtrati, potete usarli <strong>per filtrare il traffico dei social media</strong>, il traffico dai siti referring o anche per verificare il potere delle keyword long tail. Potete creare tre segmenti avanzati da <a href="http://www.kaushik.net/avinash/2010/12/advanced-analytics-visitor-segments-engagement-social-media-search-long-tail.html">qui</a>. Per saperne di più cliccate <a href="http://www.google.com/support/analytics/bin/answer.py?answer=108040">qui</a>.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>28) Setup dei report personalizzati</strong></span>: i report personalizzati hanno gli stessi vantaggi dei segmenti avanzati. Possono essere applicati ai dati storici e a tutti gli account e i profili dei siti. Al contrario dei segmenti avanzati <strong>non scompaiono quando si fa uno switch da un altro profilo</strong>. La mia dashboard è piena di report personalizzati, di solito non uso report standard. Potete scaricare tre report customizzati da <a href="http://www.kaushik.net/avinash/2010/12/best-downloadable-custom-web-analytics-reports.html">qui</a>. Per saperne di più cliccate <a href="http://www.google.com/support/analytics/bin/topic.py?hl=en&amp;topic=15084">qui</a>.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>29) Create Alert personalizzati con Google Analytics Intelligent Report</strong></span>: con Intelligent Report potete monitorare le variazioni significative nel traffico del vostro sito e altre metriche utili come le revenue e <strong>avere alert in automatico quando avvengono delle variazioni</strong>. Potete scaricare degli importanti alert personalizzati <a href="http://www.seomoz.org/blog/7-essential-google-intelligence-custom-alerts-that-keep-me-sane">qui</a>. Cliccate <a href="http://www.google.com/support/analytics/bin/answer.py?hl=en&amp;answer=1033021">qui</a> per imparare a creare alert customizzati.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>30) Tracciare link esterni importanti (come download, sign-up, login ecc) con l&#8217;event tracking</strong></span>: un evento è l&#8217;interazione di un utente con un elemento di una pagina web come video o link esterni. <strong>GA non può tracciare questi eventi di default</strong> così non generano pageview quando avvengono. Potete settare l&#8217;event tracking in GA con il metodo _trackEvent() in modo che ogni volta che l&#8217;interazione avviene sia tracciata. Ho scritto un post intitolato <a href="http://seohimanshu.com/2010/09/15/event-tracking-guide-google-analytics-simplified-version/">event tracking Google analytics (simplified version)</a> che spiega dalla A alla Z l&#8217;event tracking e le virtual page view in un linguaggio facile da capire.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>31) Schedula i report di Google Analytics per riceverli automaticamente via email</strong></span>: potete impostare Google affinchè <strong>spedisca i report di analytics a voi e ad altri </strong>giornalmente, settimanalmente, mensilmente e trimestralmente. Per altri dettagli cliccate <a href="http://www.google.com/support/analytics/bin/answer.py?hl=en&amp;answer=67752">qui</a>. Questa feature non è ancora disponibile per la nuova versione di Google Analytics.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">Guida per utenti esperti di Analytics</span></h2>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>32) Abilitate l&#8217;attribuzione first touch:</strong></span> annullate l&#8217;attribuzione di default di GA per le campagne con il taggingutm_nooverride=1 alla fine dell&#8217;url di destinazione di tutte le campagne marketing come Google PPC, Yahoo PPC, Bing PPC, campagne di email marketing, ecc. Ad esempio http://www.site.com/index.php?utm_nooverride=1. Per ulteriori dettagli <a href="http://www.seomoz.org/blog/first-touch-tracking-in-google-analytics">qui</a></p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">33) Escludete alcuni parametri di query dal report di GA</span></strong>: come la session IDS, i parametri di classificazione, cliccate <a href="http://www.google.com/support/analyticshelp/bin/answer.py?hl=en&amp;answer=1205784&amp;topic=1120718">qui </a>per maggiori dettagli.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>34) Effettuate il Set up di Site speed nel vostro analytics: </strong></span>questo aiuterà a misurare e ridurre il tempo di caricamento di una pagina. Cliccate <a href="http://www.google.com/support/analytics/bin/answer.py?answer=55499">qui </a>per maggiori dettagli.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>35) Usate variabili personalizzate per segmentare i vostri dati più avanti</strong></span>: ad esempio potreste essere interessati a sapere <strong>quanti utenti non iscritti abbandonano lo shopping cart</strong> o quale categoria dei post sul blog è più popolare. Per creare delle variabili personalizzate occorre capire le interazioni degli utenti con il sito. Cliccate <a href="http://code.google.com/intl/it-IT/apis/analytics/docs/tracking/gaTrackingCustomVariables.html">qui</a> per maggiori dettagli.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>36) Integrate Google Website Optimizer con Google Analytics</strong></span>: in questo modo potete segmentare i test grazie a questo tool. Altre informazioni <a href="http://searchengineland.com/how-to-segment-google-website-optimizer-tests-33341">qui</a>.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>37) Misurate l&#8217;efficacia delle vostre campagne di branding</strong></span>:</p>
<p>Queste sono alcune risorse utili</p>
<ul>
<li>
<blockquote><p><a href="http://www.kaushik.net/avinash/2009/09/brand-measurement-analytics-metrics-branding-campaigns.html">Brand Measurement: Analytics &amp; Metrics for Branding Campaigns.</a></p></blockquote>
</li>
<li>
<blockquote><p><a href="http://adwords.blogspot.com/2009/09/announcing-view-through-conversion.html">View-through conversion reporting on the Google Content Network </a></p></blockquote>
</li>
<li>
<blockquote><p><a href="http://www.distilled.net/blog/ppc/measuring-the-effectiveness-of-branding/">Measuring the effectiveness of branding</a></p></blockquote>
</li>
</ul>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>38) Tracciate i subdomini multipli con un singolo profilo</strong></span>:</p>
<blockquote><p>E&#8217; sufficiente usare questo filtro avanzato:</p></blockquote>
<blockquote><p>Filter name: Append hostname to request URI):<br />
Advanced Filter:<br />
Filter A ==&gt; Extract A Hostname (.*)<br />
Filter B ==&gt; Extract BRequest URI (.*)<br />
Output to ==&gt; Constructor Request URI $A1$B1<br />
Field A required Yes<br />
Filed B required Yes<br />
Override Output field Yes<br />
Case Sensitive No</p></blockquote>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>39) Accertatevi che i dati sui costi siano suddivisi tra i vari profili del sito</strong></span>:</p>
<p>Applicate un filtro per ogni profilo di cui si sta facendo una campagna Adwords</p>
<blockquote><p>Filter type: include<br />
Filter field: Campaign Target URL<br />
Filter Patter: (Enter the domain for which you are running an adwords campaign like seohimanshu.com)</p></blockquote>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>40) Setup del tracking video in Google Analytics</strong></span>:</p>
<p>Il tracking dei video non è semplice. Per tracciare i video di un prodotto con GA i vostri sviluppatori devono lavorare nel file sorgente del video in flash e creare un action script che segua questi compiti:<br />
Task-1: When a Video Play button is clicked -&gt; It calls the _gaq.push ([‘_trackEvent’,’Videos’,’Play’,’Video_title’]); module and pass the title of the video as the value to the ‘video_title’ variable.</p>
<p>Se per esempio il titolo del video è ‘Women’s Remix Cardi’, il valore della variabile ‘video_title’ sarà ‘women’s Remix Cardi’. Similarmente se il titolo è ‘Women’s Remix Dress’, il valore sarà ‘Women’s Remix Dress’.</p>
<p>Task-2: When a Video stop button is clicked -&gt; It calls the _gaq.push ([‘_trackEvent’,’Videos’,’stop’,’Video_title’,Video_length]); module and pass the title of the video to the ‘video_title’ variable and length of the video played to the ‘video_length’ variable.</p>
<p>Se ad esempio la lunghezza del video è di 118 secondi, il valore della variabile video_length sarà 118.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>41) Usate un hash (#) invece di un ?</strong></span>: Nel tracking degli url delle vostre campagne usando il metodo _setAllowAnchor</p>
<p>Per prevenire che le vostre pagine con codice tracking siano indicizzate da google, occorre ricordare che <strong>google non indicizza nulla dopo il segno</strong> #. Altri dettagli su questo metodo <a href="http://code.google.com/intl/it-IT/apis/analytics/docs/gaJS/gaJSApiCampaignTracking.html#_gat.GA_Tracker_._setAllowAnchor">qui</a>.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>42) Tracciate sub domini multipli attraverso un singolo profilo</strong></span>: <a href="http://www.google.com/support/analytics/bin/answer.py?answer=55524">Qui</a> maggiori dettagli</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>43) Tracciate domini multipli attraverso un singolo profilo</strong></span>: Fate questo solo se la vostra sessione web o il procedimento di checkout comprendono diversi domini. <a href="http://www.google.com/support/analytics/bin/answer.py?answer=55503">Qui</a> altri dettagli.</p>
<p>Fonte: <a href="http://seohimanshu.com/2011/06/03/google-analytics-setup-checklist/">Seohimanshu.com</a></p>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: left; margin-left: 10px;"><g:plusone size="standard" count="1" href="http://www.secretkey.it/blog/checklist-setup-ottimale-account-google-analytics/"></g:plusone></div>
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		<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal" data-text="Checklist per il setup ottimale degli account su Google Analytics" data-url="http://www.secretkey.it/blog/checklist-setup-ottimale-account-google-analytics/"  data-via="secretkeyagency">Tweet</a>
	</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Google e l&#8217;attribuzione di contenuti agli autori con il microformato rel=&#8221;author&#8221;</title>
		<link>http://www.secretkey.it/blog/google-attribuzione-contenuti-autori-microformati/</link>
		<comments>http://www.secretkey.it/blog/google-attribuzione-contenuti-autori-microformati/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 17:28:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ferretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[SEO/SEM]]></category>
		<category><![CDATA[autori]]></category>
		<category><![CDATA[contenuti duplicati]]></category>
		<category><![CDATA[microformati]]></category>
		<category><![CDATA[rel="author"]]></category>
		<category><![CDATA[web semantico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.secretkey.it/blog/?p=290</guid>
		<description><![CDATA[Google ha annunciato lo scorso 7 giugno di aver cominciato a indicizzare l&#8217;attribuzione di un contenuto agli autori relativi, non solo ai siti web sui quali sono presenti. I link associati all&#8217;autore di una pagina adesso possono avere il codice rel=&#8221;author&#8221; e Google capirà che il nome linkato è l&#8217;autore della pagina linkata. Questo è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://insidesearch.blogspot.com/2011/06/authorship-markup-and-web-search.html" target="_blank">Google ha annunciato</a> lo scorso 7 giugno di aver cominciato a indicizzare l&#8217;<strong>attribuzione di un contenuto agli autori relativi</strong>, non solo ai siti web sui quali sono presenti.</p>
<p>I link associati all&#8217;autore di una pagina adesso possono avere il codice <span style="color: #ff6600;"><strong>rel=&#8221;author&#8221;</strong></span> e Google capirà che il nome linkato è l&#8217;autore della pagina linkata. Questo è un cambiamento significativo per l&#8217;equilibrio fra autorevolezza dei siti e gli autori che creano i contenuti per essi.</p>
<p>Ad esempio, in questo link potete vedere il mio nome <a rel="author" href="http://www.turismoeconsigli.com/author/erick79/">Enrico Ferretti</a> linkato con il rel=&#8221;author&#8221; nel codice HTML. Questo consente a Google di mostrare indipendentemente il contenuto proprio di un autore nei risultati di ricerca.</p>
<p>Google ha lavorato con un gruppo di grandi publisher per realizzare tecnicamente questo piccolo cambiamento e il <strong>markup </strong>adesso è automaticamente incluso in tutti i contenuti postati su <strong>Blogger e Youtube</strong>.</p>
<p>Google afferma che questo <strong>microformato </strong>viene usato in aggiunta al XFN <strong>rel=&#8221;me&#8221;</strong> standard e al nuovo e controverso sistema di <a href="http://schema.org/docs/gs.html" target="_blank">microdati Schema.org</a>.</p>
<p><span id="more-290"></span></p>
<p>Come ha scritto il Google engineer <strong>Othar Hansson</strong> concludendo l&#8217;annuncio, “<em><span style="color: #ff6600;"><strong>Sappiamo che il contenuto valido deriva da autori validi</strong></span>, e stiamo cercando con attenzione dei metodi affinché questo markup ci aiuti a enfatizzare gli autori e posizionarli nei risultati di ricerca organici</em>”.</p>
<p>L&#8217;adozione diffusa del rel=&#8221;author&#8221; su un web fatto di dati accessibili a tutti potrebbe creare un&#8217;ampia varietà di altre possibilità. Non c&#8217;è ragione di credere che Google sarà l&#8217;unico ad utilizzare questo markup strutturato. Ciò che è stato creato in una modalità accessibile dai programmi, standardizzata e pubblica può essere misurato, monitorato, ottimizzato e molto altro ancora.</p>
<p>Adesso il lavoro, e il successo, di particolari autori sarà tracciabile attraverso siti web e piattaforme di publishing online.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">Considerazioni</span></h2>
<p>Sono molti gli scenari futuri che potrebbero diventare realtà come risultato di questa implementazione. Per esempio immaginate di essere un autore famoso, <span style="color: #ff6600;"><strong>che ha pubblicato nel tempo una vasta mole di contenuti di qualità</strong></span>, magari in futuro google potrebbe attribuire all&#8217;autore una sorta di <span style="color: #ff6600;"><strong>AuthorRank</strong></span>. Tale valore potrebbe poi essere passato con il rel=&#8221;author&#8221; a tutti i nuovi contenuti e link pubblicati dall&#8217;autore, che quindi godrebbe dei benefici del suo storico.</p>
<p>Questo potrebbe rimescolare le logiche SEO e sarebbe solo una delle molte cose possibili con uno strumento di “authorship”, cioè di verifica dell&#8217;autore di un contenuto.</p>
<p>Per esempio il rel author sarebbe utile anche per<strong> prevenire i contenuti  duplicati</strong>, situazione che si verifica spessissimo e che vede <strong>Google ancora incapace di determinare con certezza chi è il vero autore di un contenuto</strong>, come spiega Matt Kutts in questo video che trovate di seguito.</p>
<p><object width="560" height="349"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/4LsB19wTt0Q?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/v/4LsB19wTt0Q?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>E voi che cosa ne pensate in proposito?</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.readwriteweb.com/archives/google_begins_tracking_will_rank_individual_conten.php">Read Write Web</a></p>
<p><em>“Ti è piaciuto questo articolo? Allora cosa aspetti? <a href="http://www.secretkey.it/blog/feed/">Iscriviti al nostro feed rss</a> per essere sempre aggiornato sui contenuti pubblicati nel blog Turismo&amp;Consigli, oppure diventa fan sulla nostra <a href="http://www.facebook.com/secretkeyagency">pagina facebook!</a>”</em></p>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: left; margin-left: 10px;"><g:plusone size="standard" count="1" href="http://www.secretkey.it/blog/google-attribuzione-contenuti-autori-microformati/"></g:plusone></div>
	<div style="float: left; margin: 1px;">
		<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal" data-text="Google e l'attribuzione di contenuti agli autori con il microformato rel="author"" data-url="http://www.secretkey.it/blog/google-attribuzione-contenuti-autori-microformati/"  data-via="secretkeyagency">Tweet</a>
	</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Facebook Studio: web marketer e creativi in mostra su Facebook</title>
		<link>http://www.secretkey.it/blog/facebook-studio/</link>
		<comments>http://www.secretkey.it/blog/facebook-studio/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 17:52:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ferretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[facebook marketing]]></category>
		<category><![CDATA[facebook studio]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.secretkey.it/blog/?p=275</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;ultima novità in arrivo da Palo Alto ci riguarda da vicino: Facebook Studio, infatti, è una community per le agenzie di advertising, i creativi ed i web marketer che hanno creato campagne promozionali sul social più conosciuto al mondo. Dopo il tentativo di avvicinamento ai reporter e giornalisti con la creazione della fanpage Journalists on [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.secretkey.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/Facebook-Studio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-276" title="Facebook Studio" src="http://www.secretkey.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/Facebook-Studio.jpg" alt="" width="530" height="218" /></a></p>
<p>L&#8217;ultima novità in arrivo da Palo Alto ci riguarda da vicino: <a title="facebook studio" href="http://www.facebook-studio.com/" target="_blank"><strong>Facebook Studio</strong></a>, infatti, è una community per le <strong>agenzie di advertising</strong>, i <strong>creativi </strong>ed i <strong>web marketer </strong>che hanno creato campagne promozionali sul social più conosciuto al mondo.</p>
<p>Dopo il tentativo di avvicinamento ai reporter e giornalisti con la creazione della <strong>fanpage Journalists</strong> on Facebook, intesa come strumento di lavoro per scovare gli argomenti più interessanti, questo nuovo progetto viene incontro alle richieste più diffuse di chi lavora nel settore pubblicitario.</p>
<p>Conosciamo tutti <strong>Facebook Ads</strong> e sono in molti a lamentarsi dei suoi limiti (in fondo si tratta di annunci senza audio né video), inoltre finora gli spazi per fare promozione su questa piattaforma non permettevano di comunicare le proprie idee e la propria identità a 360 gradi.</p>
<p><span id="more-275"></span></p>
<p>Facebook Studio nasce con l&#8217;intenzione di <strong>radunare il meglio dei lavori</strong> delle agenzie di advertising e dare l&#8217;opportunità a chi opera nel marketing di avere una <strong>vetrina d&#8217;eccellenza</strong>.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">Come Funziona Facebook Studio</span></h2>
<p>E&#8217; sufficiente loggarsi con il proprio profilo personale o la propria pagina fan, premere sul pulsante <span style="color: #3366ff;"><strong>Submit you work</strong></span> e dopo di che inserire una breve <strong>descrizione </strong>della campagna realizzata, caricando un <strong>video showreel </strong>o delle semplici <strong>foto </strong>che illustrino il lavoro<strong></strong> svolto, le persone coinvolte nel progetto, ed <strong>i plus che hanno reso vincente la campagna</strong>.</p>
<p>I lavori accettati devono ovviamente riguardare la realizzazione di fanpage, ma anche l&#8217;utilizzo dei vari tool di facebook, tipo <strong>Deal</strong>, <strong>Places</strong>, <strong>Ads</strong> ecc. L&#8217;essenziale è che siano stati utili e siano innovativi a livello di design, sul sito si trovano le specifiche tecniche per il formato del video e le dimensioni delle immagini.</p>
<p>Dopo una veloce <strong>fase di revisione</strong> da parte dello staff, il lavoro sarà pubblicato nella community e potrà ricevere i like dagli altri utenti. Per ottenere <strong>maggiore visibilità </strong>nella gallery che racchiude i lavori realizzati, è sicuramente meglio<strong> pubblicare uno showreel</strong>, dato che i video sono messi in grosso risalto.</p>
<p>Naturalmente è possibile inserire più campagne differenti, che saranno incluse in un unico profilo associato all&#8217;agenzia che le ha realizzate, e catalogate nell&#8217;<strong>Agency Directory</strong>.</p>
<p>Chi volesse sottoporre i propri progetti sappia che per ora il sito è solo in inglese, quindi sia la scheda che il video devono essere in questa lingua (o nel caso del video deve avere i sottotitoli).</p>
<p>Il meccanismo di fondo, dunque, è sempre quello della <strong>condivisione</strong>: più like riceve il nostro lavoro, più chances ci saranno di essere visibili nello <strong><a href="http://www.facebook-studio.com/gallery/spotlight" target="_blank">Spotlight</a> in homepage</strong>, la collezione delle campagne più riuscite.</p>
<p>Per stimolare la sottoscrizione delle campagne, c&#8217;è anche un <a href="http://www.facebook-studio.com/awards/index" target="_blank">Facebook Awards</a> che <strong>mette in palio dei premi assegnati da una giuria</strong> per chi entra nello Spotlight, tuttavia ci sono ancora pochi dettagli in merito e non è noto quali criteri saranno considerati.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">Dal messaggio alla conversazione: l&#8217;inizio di una nuova era</span></h2>
<p>Come dichiarato sul sito di Facebook Studio, il modo di fare marketing è cambiato <strong>dal diffondere un messaggio al partecipare a una conversazione</strong> e questo richiede un cambio di paradigma, un’innovazione concreta e tangibile.</p>
<p>In occasione del lancio del progetto è avvenuto un incontro tra un gruppo selezionato di pubblicitari inglesi leader del mercato e gli executive di Facebook a Palo Alto.</p>
<p>E&#8217; stato sottolineato il potere del “<strong>word of mouth</strong>” e l&#8217;importanza di essere trasparenti e “<strong>veri</strong>” anche su Facebook. Può sembrare ovvio, eppure nell&#8217;advertising tradizionale degli ultimi 50 anni la comunicazione tra brand e consumatore è sempre stata artificiosa e forzata.</p>
<p>Andrew “Boz” Bosworth, director of engineering di Facebook ha affermato durante l&#8217;incontro che, a suo avviso, non sarà sufficiente fare una campagna convincente se il prodotto da pubblicizzare è scadente. Viceversa per le agenzie che promuovono prodotti di qualità è un’ottima opportunità, perché <strong>gli utenti ne parleranno spontaneamente</strong> con gli amici e diverranno essi stessi promotori tramite il like button e lo sharing.</p>
<p>Il suggerimento di Bosworth alle aziende e ai marketer è di non pretendere di avere tutto sotto controllo, ma lasciare che gli utenti portino avanti la conversazione.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">Sperimentare soluzioni nuove</span></h2>
<p>Facebook Studio quindi vuole essere al contempo una vetrina e un luogo di discussione, dove i professionisti del marketing possano confrontarsi e sperimentare.</p>
<p>A tale proposito sono presenti anche una sezione <a href="http://www.facebook-studio.com/lab/index" target="_blank">LAB</a>, nella quale vengono<strong> presentate tutte le risorse a disposizione dei facebook marketers</strong>, più un&#8217;<a href="http://www.facebook-studio.com/news/index" target="_blank">area news</a> ricca di aggiornamenti sul tema.</p>
<p>Come spesso è accaduto con questo social network i risultati non saranno forse immediati, ma è certo che è importante esserci, per dare il proprio contributo originale e trarre ispirazione da quello che è già stato fatto.</p>
<p>Noi di Secret Key offrendo già da due anni servizi di <a href="http://www.secretkey.it/pubblicita-social-network.php" target="_blank">Social Media Marketing</a> ed avendo <strong>diverse campagne attive su facebook</strong> ci siamo già registrati ed abbiamo caricato i nostri lavori, chissà se otterremo una nomination per l&#8217;awards&#8230; :-)</p>
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