Chi frequenta forum e blog SEO è al corrente che uno degli argomenti più discussi negli ultimi anni è senza alcun dubbio quello delle penalizzazioni di Google. Un forte contributo alla diffusione di questo tema è sicuramente da imputare ai due più recenti algoritmi di scraping introdotti da big G, infatti prima Caffeine e successivamente Panda, sono stati la causa di una vera e propria psicosi di massa, che ha generato insonnia e terrore nei confronti di webmaster e proprietari di siti di mezzo mondo, i quali tutt’ora, cercano aiuto e informazioni per determinare o evitare che i loro siti siano penalizzati da Google.
A tale proposito oggi vorrei cercare di fare un po’ di chiarezza sull’argomento, elencando i motivi più comuni che causano appunto una vera penalizzazione, o qualcosa di simile, ma assai meno grave.
Spesso infatti le ragioni di una perdita di posizioni in serp o il calo di page rank, sono da attribuire a tattiche SEO ad alto rischio dette “black hat”, mentre in altri casi una “presunta penalizzazione” può essere dovuta a banali errori di gestione di un sito web.
Backlinks
Gran parte del lavoro SEO è ancora focalizzato sul link building, cioè sull’ottenere link, che sono tutt’ora uno dei principali fattori di posizionamento sui motori di ricerca. Non c’è nulla di sbagliato in questo. Naturalmente però ci sono dei limiti. Esistono infatti molte insidie nel link building, che implicano grossa attenzione e precisione nel seguire le Guideline per Webmaster fornite da Google.








