Come gestire la propria reputazione online?

Un tema centrale oggi, non solo per le aziende ma per tutti i professionisti di ogni settore, è la gestione e il monitoraggio della reputazione online, vale a dire essere sempre al corrente di qual è l’opinione degli utenti su un determinato brand/personaggio e come correggere gli eventuali passi falsi ed errori di comunicazione in genere.

Prendiamo spunto da un articolo uscito su Panorama numero 40 in edicola questa settimana (pagina 124) dal titolo: “Ora c’è chi ti ripulisce la web reputazione”, in cui siamo orgogliosi che venga citata proprio la Secret Key in apertura e chiusura del pezzo come una delle migliori agenzie italiane che offrono questo servizio e che garantiscono la “ripulitura” delle opinioni scomode o scorrette dai motori di ricerca.

Come spiegato nell’articolo, questo è possibile posizionando nelle prime pagine del ranking dei motori di ricerca altri contenuti web che “facciano scivolare i risultati incriminati”, smentiscano la notizia indesiderata/errata e/o che valorizzino l’operato dell’azienda o del singolo professionista.

Anche AdnKronos ci ha intervistato per capire l’importanza della Web Reputation e per comprendere come vanno gestiti casi delicati, vedi l’articolo: Ripulire la reputazione online? Si può! Tra vip e politici è boom di casi

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I benefici del SEO: l’importanza dei risultati organici rispetto ai pay per click

Essere presenti su Internet ha un senso se si è visibili sui motori di ricerca, è un dato oggettivo. Per ottenere il tanto agognato posizionamento in prima pagina su Google, Yahoo e Bing l’unica via possibile è nota come SEO, ossia l’ottimizzazione per i motori di ricerca.

Chiunque abbia un sito web e voglia aumentare il traffico di utenti e quindi potenziali clienti, non dovrebbe sottovalutare l’efficacia di alcune pratiche, soprattutto al momento di realizzare il sito, evitando di ricorrere a soluzioni affrettate e di comodo, poiché il mondo del SEO è in costante evoluzione e occorre essere sempre al passo con gli eventi.

Fatta questa breve premessa e dando per scontato che abbiate capito cosa sia il SEO, vediamo ora alcuni dati raccolti dall’azienda americana SEOmoz, riferiti agli USA nel 2009.

Si tratta di una comparazione fra risultati a pagamento conosciuti come PPC (Pay Per Click) e i risultati organici in una ricerca su Google.

Il dato, piuttosto sorprendente, è che solo il 12% dei click vanno ai PPC e ben l’88% va ai risultati organici (non a pagamento), inoltre l’investimento economico nel PPC è stato di 18 miliardi di dollari, a fronte di 1,5 miliardi di dollari investiti in SEO, che ha reso molto di più.

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