La newsletter di Google News, AdWords e Store visits, Atlas e la rivoluzione della Web Analytics , il 2014 secondo Google Trend, Facebook Search – Web Warketing Radar dicembre 2014



Chi lavora nel settore web marketing sa bene che questo è un universo in continuo mutamento. Niente rimane immobile, tutto si muove: si evolve.

Tenere traccia delle tantissime novità che si susseguono in questo ambito non è cosa facile e soprattutto porta via tempo, quindi per aiutarti a rimanere aggiornato abbiamo deciso di creare nel blog di Secret Key una nuova rubrica dal titolo Web Marketing Radar.

Saremo infatti come un radar personale, pronto ad individuare per te le notizie più calde e succose in ambito digital e marketing online.

Ogni settimana ti proporremo quello che davvero conta e che vale la pena di leggere.

Insomma se vuoi rimanere sul pezzo, da oggi hai un punto di riferimento su cui contare!

Nasce la newsletter di Google News solo per gli iscritti

La newsletter di Google News

A partire dal 2015 Google News invierà periodicamente una newsletter agli editori iscritti; la notizia è stata annunciata da Stacy Chan del team di Google News sul forum ufficiale e per ora quel che si sa è che sarà inviata solo ai publisher verificati e i contenuti saranno solo in inglese.

Queste sono le anticipazioni riferite al primo numero: la newsletter tratterà del Centro Editori di Google News, di come configurare il proprio Editors’ Picks (la funzione che serve a evidenziare dei contenuti in home page), come risolvere gli errori relativi al crawling degli articoli e l’introduzione a un update sul crawling delle immagini.

Per essere certi di ricevere la newsletter occorre verificare che il proprio sito sia incluso in Google News e confermarne la proprietà con Webmaster Tools.

Nello stesso post, la Chan ha dichiarato che per i prossimi numeri Google accetta suggerimenti su quali argomenti sono di maggiore interesse per gli editori.

Fonte: https://www.seroundtable.com

Monitorare l’impatto offline degli annunci con AdWords? Ora è possibile

google adwords misura il traffico verso gli store

Google sta sperimentando un nuovo parametro per stimare l’impatto dei click sui search ad sulle visite e gli acquisti offline degli utenti, cioè quelli effettuati in negozio.

Proprio così: è vero che gli e-commerce sono in continua crescita, ma le vendite offline contano ancora per il 93% del totale, dato riguardante i negozi che vendono al dettaglio negli Usa.

Tuttavia è noto che i clienti sono soliti usare lo smartphone prima di decidere se acquistare in negozio, così Google ha pensato bene di dimostrare che gli annunci su AdWords hanno un impatto anche su questa tipologia di utenti che completa il processo d’acquisto in un luogo fisico anziché online.

La metrica “Store Visits” sarà disponibile nelle prossime settimane inizialmente solo per alcuni inserzionisti negli Usa e si aggiungerà alle conversioni totali stimate (ETC).

Per ottenere un’informazione del genere Google si baserà su dati aggregati, conteggiando i click ricevuti da qualsiasi dispositivo, mentre le visite in negozio terranno in considerazione un periodo di 30 giorni dall’ultimo click.

Questo tipo di funzionalità sarà disponibile per gli inserzionisti che hanno più punti vendita o vendono grandi quantità di merce.

La possibilità di stimare l’impatto offline di una campagna AdWords rappresenta la prova che è possibile influenzare il comportamento di un utente anche offline, che spesso compra un prodotto in negozio dopo aver visto un annuncio online.
Fonte: http://searchengineland.com

Addio cookies! Atlas traccia gli utenti online e offline

atlas tracking cross device

E’ risaputo, la fissazione di ogni web marketer che si rispetti è la Web Analysis, ovvero la misurazione dei dati, il tracciamento delle conversioni e il calcolo del ROI delle campagne Adv.

Peccato che oggi è impossibile avere statistiche precise e affidabili al 100%, poiché la maggioranza degli utenti naviga su più device, rendendo impossibile il tracciamento con i metodi tradizionali, cioè cookies e tags.

Si perché il comportamento degli utenti non è lineare del tipo: accendo il pc > apro il browser > arrivo sul sito X > acquisto ciò che mi serve. Magari fosse così!

L’utente medio prima di acquistare un prodotto o un servizio percorre un processo decisionale abbastanza lungo, che è composto da diverse sessioni di navigazione effettuate con molteplici dispositivi, desktop e/o mobile. Sarà capitato anche a te di arrivare su un e-commerce con uno smartphone, visionare alcuni prodotti, per poi acquistarli a casa o in ufficio giorni se non settimane dopo.

Ecco, in casi come questo il classico tracciamento con cookies e tags che si appiccicano al browser dell’utente è fallimentare.

La novità introdotta da Atlas, la piattaforma pubblicitaria di Facebook, risolve il problema e rivoluziona il concetto di tracking attraverso il concetto di “people-based marketing”. Spiegato semplice, questo vuol dire che Atlas consente di tracciare l’attività di un utente tramite il Facebook ID. Facebook, infatti, raccoglie i dati dei propri utenti relativi sia all’attività all’interno del social, sia l’attività di web-browsing.

Gli utenti di questo social sono 1,3 miliardi e in genere chi accede al proprio account da smartphone, usa le stesse credenziali anche su tablet e desktop: in questo modo il problema del cross-device è risolto senza ricorrere ai cookie.

Questo sistema di tracking consente di mostrare annunci per target specifici che hanno visitato un determinato sito da device differenti, intercettando così i potenziali clienti che l’inserzionista avrebbe perso.

Atlas è un’azienda indipendente da Facebook quindi non fornisce i dati raccolti a nessun altro.

Le strategie di remarketing si evolveranno sempre di più, anche grazie a innovazioni di questo genere, verso una completa personalizzazione degli annunci, mirati agli interessi e alle abitudini di ogni singolo utente.

Cosa abbiamo cercato su Google

Le parole più ricercate del 2014 su Google

Nel frattempo Google pubblica la sua classifica annuale: le parole più cercate del 2014. Ovvero una sintesi delle esigenze, delle necessità, dei sogni (e spesso delle paure) degli italiani.

Oltre alle normali query dettate dai trend topic del momento (la morte di una celebrità, un evento sportivo particolarmente rilevante o un fatto di cronaca internazionale), il Sole 24 Ore estrapola i dati e mostra un quadro singolare: le parole più cercate dagli italiani sono quelle legate al risparmio.

Si parte da “risparmiare” con le diverse combinazioni (sulla bolletta Enel, matrimonio, acqua, riscaldamento) per poi passare a “comprare” e “pagare”. Quest’ultima soluzione si lega soprattutto al tema delle tasse e degli obblighi (pagare Equitalia, alimenti, Tares, Tasi, bolletta Enel).

Facebook Search

facebook search update

Grandi novità in casa Facebook: abbandona Bing e lancia Facebook Search, ovvero il motore di ricerca interno.

In sintesi: puoi utilizzare la barra di ricerca per cercare nell’archivio di Facebook; per ora questa funzione è disponibile solo negli Stati Uniti e permette di consultare esclusivamente i post pubblici.

Facebook e il pulsante Sell Something

Ancora una notizia. The Next Web annuncia che molti utenti hanno visto comparire nei gruppi il pulsante Sell Something, ovvero “Vendi qualcosa”. In questo modo è possibile facilitare la compravendita all’interno delle community.

facebook pulsante sell something

Nuove Call To Action per le Pagine Facebook

Per il 2015, inoltre, sono attese le call to action nella parte superiore delle Fan Page, uno strumento aggiuntivo per ottenere più fan.

facebook pagine nuovi pulsanti call to action

Le call to action, infatti, sono fondamentali per guidare un lettore verso un’azione specifica. E avere la possibilità di personalizzare il messaggio sulla testata della tua Fan Page vuol dire guidare i fan nella direzione che ritieni opportuna.

Le funzioni disponibili saranno le seguenti:

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Per approfondire la notizia ecco il link ufficiale.

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