I social network sono utili in chiave SEO? Si! No! Boh? Test e dichiarazioni ufficiali di Google e Bing



Uno dei dilemmi più grandi in ambito web marketing, riguarda l’utilità dei social network in chiave SEO, ovvero se Facebook, Twitter e company portano reali vantaggi per migliorare il posizionamento di un sito sui motori di ricerca.

In molti, come anche il sottoscritto, credevano infatti che diffondere o amplificare un link, sui vari profili social, portasse dei benefici per il ranking della pagina interessata, sia a livello di indicizzazione, sia per l’incremento di page rank e link juice. A quanto pare però le cose non stanno proprio così, o meglio ci sono pareri  contrastanti che complicano ulteriormente la questione.

Le considerazioni seguenti nascono in seguito alla partecipazione all’edizione 2010 del corso Madri SEO Web Marketing Experience di Enrico Madrigano.

I temi trattati spaziavano da un’analisi degli algoritmi nel corso degli anni, cioè quali e come sono mutati, quale potrebbe essere lo scenario di domani, fino al web marketing 3.0, ovvero ciò che ci aspetta. La mia partecipazione al corso però è stata dettata soprattutto dal fatto che Madrigano avrebbe presentato dei test scientifici riguardanti la rilevanza dei Social network in ambito SEO.

I links nofollow dei social influenzano i motori di ricerca?

Come molti di voi sapranno nei link inseriti su twitter e facebook viene sempre aggiunto automaticamente l’attributo nofollow, che in pratica significa “non seguire questo link”. Quello che vogliamo approfondire in questo post, riguarda proprio questo caso specifico, ovvero capire se i links nofollow presenti nei vari social vengono rispettati da Google, Yahoo e Bing.

In base a numerosi test effettuati nell’arco di molti mesi emerge un dato incontrovertibile: i links nofollow vengono sempre ignorati dai motori di ricerca, cioè non vengono presi in considerazione sia per l’indicizzazione della pagina, e non passano nemmeno PageRank e link-juice, di conseguenza l’attività di link building svolta sui social network non porta alcun risultato ai fini del posizionamento organico.

Ovviamente ciò non significa che i social non contino nulla in una strategia di web marketing, anzi: rappresentano uno strumento importante per aumentare la visibilità, sono utili per relazionarsi con gli utenti e sono essenziali per la web reputation, un fattore che conterà sempre di più nei prossimi anni, poiché la fiducia in un brand nasce proprio dalla reputazione e dai feedback online in ogni loro forma.

Madrigano infatti suggerisce di adottare una strategia inversa per quanto riguarda i link: usare i propri siti per posizionare i propri profili sui social network, aumentare il traffico utenti e fare viral marketing.

Indicizzazione e link popularity: i test di Madri

La strategia SEO che solitamente viene usata, al contrario, si fonda totalmente sulla convinzione che i profili social con PageRank alto “distribuiscano” almeno una parte del loro ranking ai link nofollow.

I test effettuati da Madri su Twitter, Facebook, Youtube e Wikipedia smentiscono questo assunto con la concretezza dei dati: i link non vengono conteggiati da nessun motore di ricerca, nemmeno se arrivano da pagine o profili con un forte Page e Trust Rank o se sono ospitate da domini affidabili!

Questi risultati rappresentano una vera e propria svolta, suggerendo altre “best practices” per il posizionamento di un sito, riassegnando nuovamente importanza all’unicità e autorevolezza dei contenuti.

In aggiunta ai test sui social, Madri ha verificato che la regola dei link nofollow venisse rispettata anche dai blog e da altri siti web su dominio “forte”: tutti i link sono uguali, l’anchor-text è ignorata sia da Google che da Bing e Yahoo, mentre l’anchor-text dei link dofollow fa posizionare le pagine, persino se la keyword non è presente nella pagina linkata.

Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio

Reputo Enrico Madrigano uno dei personaggi più competenti in ambito SEO in Italia, ma siccome mi piace verificare personalmente le affermazioni delle persone, ho condotto un test identico al suo il giorno dopo il corso, linkando una pagina vergine e non ancora indicizzata presente sul nostro sito, da 4 diversi profili con page rank fra 3 e 5. A tutt’oggi, dopo quasi un mese tale pagina non è ancora stata spiderata e quindi questa è la riprova della bontà dei test Madri.

Google e Bing strizzano l’occhio ai social network

Accade però che il 1° dicembre Danni Sullivan di Search Engine Land abbia pubblicato un’interessantissima intervista fatta a Google e Bing, riguardo la rilevanza dei social network, il cui contenuto smentisce parzialmente i test Madri o quanto meno lascia aperti dubbi e riflessioni sul tema.

L’intervista in questione che trovate integralmente tradotta sul Tagliablog , evidenzia alcuni aspetti fondamentali:

1. i link da twitter influenzano i risultati di google news, bing social search e della serp organica

2. i link vengono valutati in base all’autorevolezza della fonte che tweetta e dal numero di retweet

3. i link presenti nelle pagine facebook vengono valutati da google e bing come quelli di twitter

4. bing non calcola l’autorevolezza dei link presenti in bacheca nelle pagine personali, mentre google non estrae dati presenti dalla bacheca dei profili personali

5. google e bing hanno introdotto due nuovi termini relativi al social sharing, rispettivamente “Author Authority” e  “Social Authority“.

Google e Bing strizzano l’occhio ai social network

Da qui è opportuno ripensare il SEO, evitando di sprecare tempo e di creare un inutile “rumore di fondo” sui social network, ottimi alleati per il web marketing solo se adoperati per instaurare e mantenere relazioni autentiche con l’utente, improntate sulla fiducia e sulla chiarezza del proprio ruolo.